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Cosa “misura” il Global Risk Report? Ecco cosa potrebbe andare male nel 2023

In una rilettura moderna di Schopenhauer, il pendolo della vita umana non oscilla solo tra dolore e noia, ma anche tra crisi legata al costo della vita e il cambiamento climatico. Almeno questo è quanto emerge dall’ultimo Global Risk Report elaborato dal World Economic Forum.

L’analisi annuale, giunta alla diciottesima edizione, è basata su un sondaggio condotto su oltre 1200 esperti, responsabili politici e imprenditori. Capiamo insieme quali sono i maggiori rischi su scala globale, nel breve e nel lungo periodo.

I rischi del breve periodo

Tra i rischi che maggiormente preoccupano (nel breve termine) si guadagnano il podio il costo della vita, i disastri naturali e gli scontri geoeconomici su scala globale (con relativa minaccia nucleare e utilizzo di armi biologiche). Seguono la mancata mitigazione del cambiamento climatico, l’erosione della coesione sociale e la polarizzazione delle società. Dal quadro generale, inoltre, appare una certa apprensione per i cybercrimini, per le crisi innescate dalla penuria di risorse naturali e, nondimeno, per la migrazione di massa. Ma se questi sono i rischi da affrontare nei prossimi due anni, quali saranno le sfide nel lungo periodo?

I rischi del lungo periodo

Gli esperti intervistati nel rapporto, relativamente al decennio entrante, danno una maggiore enfasi alla crisi ambientale. Difatti, al primo posto dei rischi da dover affrontare nel lungo periodo, troviamo la mancata mitigazione del cambiamento climatico. E al secondo posto? Ebbene, rimanendo sul medesimo focus, si parla dello scarso adattamento al cambiamento climatico. E ancora, al terzo, si fa riferimento ai disastri naturali e agli eventi climatici di estrema entità. Insomma, la sottolineatura dell’emergenza ambientale, nelle sue prospettive più catastrofiche, appare molto evidente.

Ma non spaventa solo questo. Un altro punto sottolineato nel rapporto è relativo all’interconnessione dei rischi globali. Nel documento si legge: “la pandemia e la guerra in Europa hanno riportato in primo piano le crisi energetiche, inflazionistiche, alimentari e della sicurezza. Queste creano ulteriori rischi che domineranno i prossimi due anni: il rischio di recessione, una crescente difficoltà legata al debito, una continua crisi del costo della vita, società polarizzate a causa della disinformazione, una frenata dell’azione contro il cambiamento climatico e guerra geoeconomica”.

 Sembrano dunque queste le maggiori preoccupazioni che vivremo nel prossimo futuro. L’auspicio è che le leadership possano maturare l’idea di una mitigazione dei rischi in chiave coordinata, procedendo unitariamente verso una soluzione comune. Questo prima che il pendolo della vita umana, nel suo incessante oscillare, venga a spezzarsi.

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