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finanza

Nel 2021 un bambino su cinque ha subito una privazione materiale. Cosa vuole dire?

Ci sono vari modi per misurare la difficoltà economica e le disuguaglianze materiali all’interno della società.  Il tasso di deprivazione materiale di Eurostat è un indicatore che misura l’incapacità di permettersi alcune voci considerate dalla maggior parte delle persone come desiderabili o addirittura necessarie per condurre una vita adeguata. L’indicatore distingue tra le persone che non possono permettersi un determinato bene o servizio e quelle che non lo possiedono per un altro motivo, ad esempio perché non lo desiderano o non ne hanno bisogno. È stata una delle componenti che contribuiscono a definire il rischio di povertà o di esclusione sociale (AROPE). 

Nel caso del tasso di deprivazione per bambino si intende la percentuale di minori (al di sotto dei 16 anni)  che soffrono della mancanza forzata di almeno tre elementi sui seguenti 17 elementi (non ponderati).

Ecco come li definisce Eurostat:  Alcuni vestiti nuovi – due paia di scarpe – frutta e verdura fresca ogni giorno – carne, pollo, pesce tutti i giorni – libri adatti – attrezzature per il tempo libero all’aperto  – giochi al coperto – attività ricreative – feste –  invitare gli amici – gite scolastiche – vacanze –  sostituzione di mobili logori  – spese arretrate della famiglia –  Internet – casa sufficientemente calda – auto. Tre elementi possono essere l’impossibilità di invitare gli amici, la mancanza di un’auto e del web. Nessuna vacanze, nessun libro, frutta fresca non ogni giorno. Come si legge nelle note metodologiche, la mancanza di una di queste voci deve avvenire non per scelta. Detto meglio, non rientrano nella statistica le famiglie che per scelta decidono di non avere internet ma solo quelle che non se lo possono permettere o non lo hanno.

Ciò premesso: nel 2021  l’11% dei figli a carico che vivevano in famiglie dell’Ue ha subito una privazione materiale specifica per il minore. Secondo Eurostat le ragioni possono essere varie ma si possono individuare due fattori chiave che sono la composizione del nucleo familiare e il livello di istruzione dei genitori. Entrambi questi due fattori in  qualche modo sono espressione del mercato del lavoro.

Come abbiamo spesso sottolineato in questo blog l’istruzione è uno degli indicatori più chiari nel sapere leggere le radici della povertà.  Nel 2021, il 39% dei bambini dell’Ue che vivevano in famiglie con istruzione inferiore (al massimo istruzione secondaria inferiore – livelli ISCED 0-2) ha subito privazione materiale, rispetto al 4% dei bambini in famiglie con istruzione superiore (istruzione terziaria – livelli ISCED 5- 8).

In 10 paesi dell’Ue, oltre la metà dei bambini nelle famiglie con un livello di istruzione inferiore ha dovuto affrontare privazioni materiali, con le quote più elevate registrate in Romania (85%), Bulgaria (83%) e Ungheria (78%). Nel frattempo, i tassi più bassi sono stati registrati in Polonia (9%), Germania ed Estonia (ciascuna 16%).

Tra le famiglie in cui i genitori avevano un’istruzione terziaria, i tassi più elevati di deprivazione materiale infantile sono stati registrati in Grecia (16%), Bulgaria (12%) e Cipro (10%). I tassi più bassi di deprivazione materiale infantile sono stati registrati in Slovenia (vicino allo 0%), Cechia, Svezia e Polonia (tutti 1%).

Per approfondire. 

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