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tecnologia

I podcast, la collaborazione e la ribellione all’estetica dei social

I podcast sappiamo cosa sono. Una risposta alla crisi dei giornali, una forma di radio on-demand,  il format di trasmissione di notizie, informazioni e storie più alla moda di questi ultimi due anni. La condivisione è invece roba dell’internet anni Novanta, quando tutto sul web poteva essere condiviso e condivisibile. Il podcasting collaborativo sembra una Terra di mezzo tra queste due cose. Per capire qualcosa di più siamo con la fondatrice e ceo di Loud la prima  app in Italia di podcasting collaborativo. Nata dall’esigenza di ritrovare quel sentimento di autenticità perduto, in un mondo non fatto ad immagine e somiglianza, ma solo d’immagine e finzione, l’obiettivo di ridare voce alle persone senza filtri e distinzioni. Lei è Alessandra Faustini e voi siete Think Tally Talk.

Loud è un social innovativo creato durante il primo lockdown. Nasce da un moto di ribellione. Oggigiorno la superficialità dell’immagine, governa e domina la maggioranza dei contenuti condivisi sui social. Non più socialità, bensì consumo di contenuti commerciali vuoti e mera esibizione, al punto tale che la salute mentale dei più giovani ne risente. Loud secondo i fondatori è un modo innovativo per interrompere questo circolo vizioso e rendere la comunicazione dei social di nuovo umana e di valore e, per fare questo, si serve di una delle caratteristiche più umane possibili: la voce.