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economia

Italiani pessimisti e preoccupati. Ecco gli effetti, dai consumi alla salute

Un popolo di preoccupati e pessimisti: ecco il quadro sugli italiani che emerge dal Barometro globale dei consumatori di Toluna, azienda leader al mondo nella market research digitale, giunto alla ventunesima edizione.

La survey, condotta su campioni rappresentativi della popolazione in diciotto paesi del Mondo, rappresenta la fotografia ad un dato momento della soddisfazione sulla propria vita e sulla fiducia verso il futuro. In un periodo di grande incertezza e apprensione come quello che stiamo vivendo, soprattutto in Europa, emerge che purtroppo il trend negativo del 2022 non sembra aver invertito la rotta. Pur con qualche distinguo e piccoli segnali incoraggianti. Ad esempio, è in aumento a livello globale la percentuale di persone che dichiara di essere molto soddisfatta della propria vita, al 47% del totale. È una indicazione dunque generale, in crescita rispetto all’anno precedente. Il dato, però, è una media globale: il valore è nettamente più basso in Europa e in particolare in Italia, dove solo poco più di un italiano su tre si esprime con il massimo del giudizio sulla propria life satisfaction. Il nostro Paese, inoltre, si piazza tra gli ultimi a livello mondiale.

Sulla fiducia, invece, le cose non vanno decisamente bene. L’inflazione incide molto sulla sicurezza, e dunque solo il 27% si dichiara “molto fiducioso” sulla possibilità di poter spendere nei prossimi mesi. La percentuale cala in Europa, arrivando al 16% e crolla in Italia, fermandosi all’11%.
La sicurezza finanziaria è quella che desta maggiori preoccupazioni. In particolare, quattro italiani su dieci temono di perdere il proprio impiego e solo il 17% pensa che la propria situazione economica migliorerà nei prossimi mesi.

Il pessimismo e la percezione di incertezza si riverbera anche sulla salute e sul benessere personale: il 37% segnala un incremento dei livelli di stress, mentre ben il 12% ha rimosso la salute come priorità assoluta. E proprio quando si parla di salute, il solco tra Italia e resto del Mondo diventa un abisso: solo il 17% dichiara di attendersi di essere più soddisfatto della propria condizione fisica entro la fine del 2023, una percentuale che è meno della metà rispetto a quella globale.

Gli effetti sui consumi potrebbero dunque essere molto significativi: sei italiani su dieci hanno dichiarato di voler rimandare gli acquisti importanti finché non vi sia una prospettiva finanziaria più rassicurante. I tagli? Saranno colpite le attività ricreative, incluse il mangiare fuori casa nonché l’acquistare prodotti di marca o frequentare bar ed esercizi pubblici.

Pessimismo e preoccupazione, dunque, potrebbero minare la fragile crescita economica prevista per quest’anno e a incidere ancora di più sulle spese in un periodo di forte tensione sui prezzi. La mancanza di fiducia potrebbe indurre molti consumatori a “tirare la cinghia” più del necessario: un rischio reale e da non sottovalutare, stando almeno ai sondaggi.