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cronaca

Chi sono i giganti dell’e-commerce cinese?

Le autorità cinesi hanno sanzionato il gigante dell’e-commerce Alibaba con una maxi-multa da 18,2 miliardi di yuan (pari a 2,78 miliardi di dollari) per abuso di posizione dominante. Lo hanno annunciato i media di Pechino. La multa fa seguito all’inchiesta avviata nei confronti dell’azienda a dicembre, secondo quanto riferito da Nuova Cina. Ora, lo diciamo subito,  3 miliardi di dollari di multa sono poca cosa rispetto ai guadagni del gigante di Jack Ma. Come si vede nell‘infografica realizzata da Statista in rosso è indicato in miliardi di dollari il giro d’affari interno (Cina) e in giallo quello globale. I ricavi di queste società sono giganteschi. Ma vediamoli nel dettaglio.

Le prime due società sono entrambi società del Gruppo Alibaba.  Taobao e Tmall entrambe di Jack Ma sono tallonate da JD.com. JD, che è l’abbreviazione di Jingdong. Il gruppo è online dal 2004. L’azienda è conosciuta in Cina e a livello internazionale per i droni. E’ curioso come secondo Forbes , JD.com abbia circa 180.000 dipendenti, pochi rispetto ai quasi 800.000 di Amazon. Mentre il giro d’affari è paragonabile.

Al quarto posto troviamo AliExpress, il nuovo sito  lanciato nel 2010 in undici lingue per espandersi a livello globale. Come si vede le  vendite non sono davvero all’altezza delle piattaforme regionali cinesi Taobao – il mercato consumer di Alibaba  – e Tmall, una piattaforma di venditori di terze parti B2C. Le piattaforme esistono rispettivamente dal 2003 e dal 2008.

Un altro rapporto dello Statista E-commerce DB, Top 100 online marketplace in 2020 , mostra che gli altri migliori marketplace di e-commerce in Cina – tra Vip.com, Kaola e VMall di proprietà di Huawei – sono notevolmente più piccoli rispetto allo shopping di Alibaba impero.