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cronaca

Un’ora dallo psicologo costa un giorno e mezzo di lavoro

Calcolando un salario minimo di 883 euro e che il costo medio di una seduta di un’ora con uno psicologo è di 75 euro, in Italia occorre lavorare 12 ore e 10 minuti per pagare la parcella del professionista cui ci si è affidati. Oppure rivolgersi al servizio sanitario nazionale, che accorcia i tempi a 3 ore e 9 minuti. Questa la media calcolata dalla testata spagnola Civio nell’ambito dell’inchiesta “Pagar o esperar: cómo Europa -y España- tratan la ansiedad y la depresión”.

Un dato, lo si vede dal grafico, che pone il nostro paese al quinto posto nella classifica europea del costo dell’assistenza psicologica sul mercato privato. E dove pure il bisogno di rivolgersi a uno psicologo, che in Italia sono 8,62 ogni 100mila abitanti, è significativo. Sempre secondo i numeri raccolti da Civio, nel solo 2019 in Italia si sono registrate 5.936 diagnosi di ansia e 4.455 di depressione ogni 100mila abitanti.

Come detto, i numeri arrivano da un’inchiesta realizzata dai colleghi di Civio.es, una delle testate che fanno parte dello European Data Journalism Network. Un progetto sostenuto economicamente dall‘Unione europea per la diffusione del giornalismo basato sui dati che coinvolge diverse testate europee. Tra le quali da oggi c’è ufficialmente anche Il Sole24Ore attraverso InfoData.

Articolo corretto alle 17:33 dell’11 marzo. Una prima versione riportava un’incidenza non corretta delle diagnosi di ansia e depressione.

Ultimi commenti
  • ANTONIO |

    Alcune considerazioni, da professionista Psicologo:

    Noto che stiamo paragonando il salario minimo con la tariffa media.

    Perché non paragonare il salario MEDIO con la tariffa media?
    O il salario minimo con la tariffa minima? O comunque tenere conto dello span possibile?

    Ci credo che il rapporto appare estremamente sproporzionato. Non dico che poi diventa sostenibile, ma almeno avremmo dati più allineati.

    Altri dati interessanti sarebbero la frequenza degli appuntamenti, vero moltiplicatore dell’investimento economico in un percorso psicologico.

    A margine: non dico che il mio lavoro sia economico per i miei clienti. Ma credo che la leva più importante sia la bassa paga oraria del dipendente, più che l’onorario medio del professionista.

    Perché – e questo credo sia chiaro per tutti – 800 euro sono pochi a prescindere che uno vada dalla/lo Psicologa/o o meno.

    Le Soluzioni possono essere molte:
    – Welfare aziendale per i dipendenti: lo Psicologo lo paga l’azienda, l’azienda scarica il costo e il dipendente sta meglio, risparmia ed è più felice.

    Voucher sanitari dello Stato

    Potenziamento del SSN.

  • fabio vanni |

    Apprezzo molto il contenuto dell’articolo che evidenzia, attraverso un taglio originale dei dati, una realtà importante: la difficoltà ad accedere alla cura psicologica che è particolarmente elevata nel ns paese rispetto ad altri. Ciò a parita di condizioni. C’è bisogno di iniziative che affrontino questo problema. Non credo sia sufficiente chiedere al SSN di fare di più e credo invece che sia necessario trovare forme di risposta al bisogno di aiuto psicologico al di fuori di esso ma in una organizzazione nuova del sistema di welfare.

  • Deborah |

    Che bello se faceste un articolo sul fatto che uno psicoterapeuta studia 10 anni. Si paga l’università (come tutti), fa un anno di tirocinio lavorando in un ospedale 1000 ore gratis, nemmeno rimborso spese. Si paga una scuola di specializzazione per 4 anni a cifre salate, con tanti sacrifici, e intanto continua per 4 anni con un tirocinio in ospedale. Lavorando, ancora, gratis. Molti psicoterapeuti che vedete in ospedale poi sono “psicologi volontari” una specialità di contratto che esiste solo per la nostra professione qui in Italia. Mai visto un avvocato volontario, un commesso volontario, un insegnate volontario e così via. Se gli ospedali ci assumessero invece di mandare avanti le strutture con i tirocinanti, potremmo non dover lavorare in studio privato, con le giuste cifre che il privato comporta.
    Vergognatevi.

  • Cecilia Bartaloni |

    Mi spiace constatare che alcuni liberi professionisti prendano questo dato come un invito ad abbassare i prezzi. Non è così : effettivamente in Italia si deve lavorare un giorno e mezzo per pagarsi le cure necessarie. Questa è una verità, non un’opinione. Inoltre la scelta della misura mi pare essere corretta. La possibilità di spesa è data dallo stipendio netto, e quando si paga lo psicologo si coprono i costi di uno stipendio lordo. Non credo necessariamente che chiedere a dei professionisti di abbassare i prezzi sia la soluzione. Mi pare molto più sensato capire se utilizzare del denaro pubblico per coprire (almeno in parte) l’accesso a queste cure possa veramente migliorare la nostra società (io penso di sì ma non ho dati alla mano e quindi la mia è solo un’opinione). Quanto al fatto di pagare per l’accesso alle cure, il ticket ci insegna che serve da sbarramento a coloro che non sono motivati, ciò non toglie che la salute mentale sia un problema rilevante per tutti, non solo per i più ricchi.

  • Rita Costanza Sabatini |

    Sono interessare lavorando nella salite mentale prima nel servizio pubblico ora nel privato. Nel pubblico c’è uno stress lavorativo elevato perché gli psicoterapeuti sono pochissimi. Comunque attenzione perché per i più la terapia ha più validità se si paga e si fattura.

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