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economia

Ecco il simulatore della fase 2. Gli effetti sull’occupazione in ogni regione.

Il governo, sulla base delle indicazioni elaborate dalla task force guidata da Colao, sta pianificando la riapertura progressiva dei settori produttivi le cui attività finora erano sospese, con regole di sicurezza definite.

Ma la fase 2 come inciderà sull’occupazione nelle varie regioni? Per rispondere alla domanda abbiamo analizzato nel dettaglio i dati di Istat che riguardano l’impiego di addetti nelle unità locali nei vari settori produttivi.

In sintesi, rispetto al totale dei lavoratori (dipendenti e non) attualmente colpiti dal provvedimento (e che pertanto, ad oggi, non possono ancora lavorare) vi è una forte asimmetria tra le diverse regioni. Ad esempio è il caso della ristorazione con servizio di somministrazione, che da sola occupa quasi 600mila persone e che, secondo la roadmap in via di definizione, potrebbe essere tra gli ultimi settori a riaprire nelle modalità tradizionali. Ebbene, tra questi ben il 16% dei valdostani è impiegato proprio in cucina e tra i tavoli dei ristoranti, contro solo il 7% dei vicini piemontesi.

E ancora: per quanto riguarda i 260mila parrucchieri e estetisti, questi pesano per il 5% in Calabria e solo per il 2% nella provincia autonoma di Bolzano.

Tramite l’Info Data sottostante potete inoltre simulare gli effetti dell’allentamento del lockdown e i suoi effetti occupazionali secondo le differenze regionali. Per creare un proprio scenario è sufficiente selezionare i settori nel filtro in alto, ordinati secondo la numerosità di addetti (di default è selezionata la ristorazione, ma è ovviamente possibile modificare a piacere il parametro) e sotto si può osservare, nel grafico e nella mappa, gli effetti sul lavoro. Infine vi è indicazione del totale di addetti che, nel vostro scenario, potrebbero essere autorizzati a tornare al lavoro.