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cronaca

Nasce il Covid-19 Open Research Dataset: 29mila articoli scientifici per l’intelligenza artificiale

E’ la più vasta raccolta di pubblicazioni scientifiche relative alla pandemia del Coronavirus. Voluto dalla Casa Bianca che ha chiamato a raccolta università e imprese hi-tech il Covid-19 Open Research Dataset (CORD-19) include oltre 29mila articoli (di cui 13mila full text) di riviste peer-reviewed e fonti come bioRxiv e medRxiv (siti web in cui gli scienziati possono pubblicare ricerche in attesa di essere sottoposti a revisione). Il repository di dati e pubblicazioni copre SARS-CoV-2 (il nome scientifico per il coronavirus), Covid-19 (il nome scientifico per la malattia) e il coronavirus.  La partnership, annunciata dall’Ufficio di poltiche di scienza e tecnologia della Casa Bianca, riunisce la Chan Zuckerberg Initiative (fondazione dei coniugi Zuckerberg, Microsoft Research, Allen Institute for Artificial Intelligence, National Institutes of Health’s National Library of Medicine, Georgetown University Center for Security and Emerging Technology, Cold Spring Harbor Laboratory e la piattaforma Kaggle AI, di proprietà di Google.

Tutti questi articoli sono stati caricati su un sito  Semantics Scholar dell’Allen Institute for Artificial Intelligence per consentire a data scientist e a esperti di intelligenza artificiale di consultarli con tecniche di machine learning e algoritmi predittivi per proporre nuovi strumenti software o individuare nuovi percorsi di ricerca. Insomma, si vuole dare in pasto dati e numeri all’Ai per trovare nuovi schemi ed collegamenti per comprendere meglio il virus.

Tra i promotori dell’organizzativa anche la piattaforma Kaggle che ospiterà versione computer readable dei dati a beneficio della loro comunità di oltre 4 milioni di data scientist. La nostra speranza, si legge nel sito, è che l’IA possa essere utilizzata per aiutare a trovare le risposte a un insieme di domande chiave sulla COVID-19.  Qui si trova la pagina per scaricare i dataset. E qui invece la challenge su Kaggle.

Difficile giudicare il senso di questa iniziativa che arriva dopo l’annuncio di una collaborazione del Governo Usa con Google  per un sito di screening del Coronavirus. Venerdì scorso il presidente Trump aveva dichiarato che Google stava costruendo un sito web nazionale per coordinare un enorme sforzo per aiutare un numero maggiore di americani a sottoporsi al test per il coronavirus. In realtà, il sito era in fase di sviluppo da Verily, il gruppo di ricerca sulle scienze della vita di Google. Il sito, ora onlie , offre uno screening dei rischi per i residenti dello Stato della California attraverso un questionario online per indirizzare le persone ad alto rischio verso i siti di test mobili locali. Al momento, il progetto non ha in programma un lancio a livello nazionale. Google ha infatto poi chiarito che la società si sta impegnando per portare informazioni su Covid-19 agli utenti attraverso i suoi prodotti.