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politica

L’evoluzione dei confini in Italia dal 1861 a oggi

La storia degli italiani è la storia dei luoghi in cui vivono. Per ricostruirla abbiamo creato una breve GIF animata che ripercorre l’evoluzione dei confini in Italia a partire dall’unità, nel 1861.
Dall’esplosione delle località durante il primo ‘900, al centralismo fascista, fino ai confini che oggi ci sembrano forse scontati: oltre 150 anni d’Italia raccontati attraverso province, regioni, compartimenti, distretti e circondari.

via Gfycat
I dati arrivano da una nuova pubblicazione dell’Istat, che ha messo a disposizione la propria ricostruzione dei confini storici del nostro paese.

Ultimi commenti
  • Andrea |

    Gravi errori nel periodo inter-bellico…

  • Paolo Scagliarini\ |

    Vi siete dimenticati l’Istria italiana e Zara! Errore o compiacenza?

  • Giulio Gianola |

    Lasciando stare le occupazioni militari del periodo bellico, che comunque formalmente erano Italia a tutti gli effetti sebbene non riconosciute da alcun trattato, l’avere tralasciato le provincie di Gorizia, Trieste, Zara, Pola e Fiume è molto grave, non solo per un fatto di errore di divulgazione storico-geografico, ma anche per mancanza di rispetto di chi è morto per i trattati che ci portarono a liberare quelle terre dall’Austro-ungheria, e per quei pochi italiani che ancora ci vivono sentendosi ancora italiani, ma continuamente traditi dalla madrepatria che li disconosce continuamente.
    Ne conosco, e ne soffrono veramente. Brutta cosa questa da parte di un giornale come questo, molto brutta.

  • Bruno |

    Confermo la mancanza della Venezia Giulia, dell’Istria, di Pola , Zara etc. Cosi ignoranti all’Istat ?

  • Uberto |

    Nella ricostruzione dei confini dov’è finita l’Istria, peraltro la parte orientale di stragrande maggioranza italiana, Zara e le isole dalmate? Tutto ciò è vergognoso ed è una totale mancanza di rispetto nei confronti dei migliaia di trucidati italiani e degli esuli e profughi italiani di quei territori. Conoscete la storia di Fiume di maggioranza italiana e il Trattato di Rapallo? Dovreste correggere ciò che avete pubblicato e riprendere l’istat, perché compromette l’autorevolezza di Voi e dell’Ente.

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