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Quota 100, pensione anticipata e opzione donna: chi, dove, quanto

Fra Quota 100, pre-pensionamenti e Opzione Donna sono state circa 240 mila le domande presentate in Italia da gennaio a oggi. I dati aggiornati al 30 giugno parlano di 155 mila domande pervenute per la cosiddetta “Quota 100”, che consente a tutti gli assicurati Inps, senza che siano previste segmentazioni in ragione di situazioni di disagio occupazionale o economico, l’anticipo rispetto al pensionamento ordinario se si hanno almeno 62 anni di età ed almeno 38 anni di contributi. 72 mila sono state le richieste di prepensionamento mentre solo 15 mila donne hanno usufruito di“Opzione donna”.

Una Quota 100 decisamente maschile

Per quanto riguarda Quota 100, un terzo esatto di queste domande sono state presentate da dipendenti pubblici, la metà al sud, un terzo al nord e il restante 20% nelle regioni del centro. La maggior parte dei richiedenti ha fra i 63 e i 64 anni. Nel complesso, considerando cioè anche il comparto privato, il 40% delle domande è stato presentato nel nord e il 35% a sud, anche se la regione con il maggior numero di pensionati è stata la Sicilia con 10.864 domande, davanti anche alla Lombardia con 9.745 richieste. Seguono l’area metropolitana di Roma, il Veneto e l’Emilia Romagna.

Si osserva inoltre che mediamente l’importo della pensione mensile di questi richiedenti è di circa 1.900 euro e riguarda – come è facilmente prevedibile – prevalentemente uomini e assicurati delle gestioni private. Le donne rimangono un numero esiguo: in Sicilia – ancora una volta la regione con il numero più alto di richieste – non si superano le 3.662 domande di donne aventi diritto. Un gap che riflette inesorabilmente una partecipazione al mercato del lavoro esigua delle donne di questa fascia di età, anche al nord. In Lombardia sono state appena 2.600 le richieste di donne pervenute.

Meno pre-pensionamenti

Agli aventi diritto alla Quota 100 si aggiungono i pre-pensionamenti, ovvero le istanze di anticipo pensionistico che hanno beneficiato del blocco dell’indicizzazione alla speranza di vita. Nei primi mesi del 2019 la media giornaliera oscilla tra le 700 e le 900 domande per un totale di 72 mila (6 su 10 a carico della gestione privata).

Il divario nord-sud è palese: il 55% delle domande è stato registrato, con una prevalenza nella gestione privata, mentre al sud è più marcata la componente di dipendenti pubblici. La regione che svetta per numero di richieste è la Lombardia con 8.700 domande, seguita dal Veneto con 7.400 e dall’Emilia Romagna con 6.500.

Il Meridione appare piuttosto polarizzato, con regioni come Puglia e Sicilia dove si superano le 4.000 richieste e Campania e Sardegna con appena rispettivamente 2.000 e 1.500 domande di prepensionamento.

Si tratta in ogni caso di importi medi più elevati rispetto a quota 100 – intorno ai 2000 euro – e non si riscontra un gradiente particolare nord-sud a questo livello. Sono infatti le aree metropolitane di Napoli e Roma a registrare gli importi medi più elevati: oltre 2.600 euro mensili, contro per esempio i 2000 euro dei pre-pensionati lombardi.

 

“Opzione donna” a 900 euro al mese

In questo caso invece la distanza nord-sud si fa sentire. Complessivamente sono circa 15 mila le donne che hanno presentato domanda per l’ “opzione donna”, fruibile dalle lavoratrici con almeno 58 anni di età (59 se lavoratrici autonome) e che hanno maturato, entro il 31 dicembre 2018, un’anzianità contributiva minima di 35 anni, il 60% è registrato al nord.

Fortunate? Ni. Le richiedenti che andranno in pensione, lo faranno con un importo medio inferiore ai 1000 euro mensili in tutte le regioni tranne nelle città di Milano e Roma dove si superano i 1.100 euro mensili. Le regioni dove le donne ricevono di meno con Quota Donna sono il Molise (755 euro mensili), la Calabria (798 euro), la Campania (805 euro) e la Basilicata (816 euro).