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politica

Generazione Z: gli adolescenti repubblicani sono sempre più democratici

 

I pranzi della domenica nelle case repubblicane d’America devono essere sicuramente accesi. Dalla presidenza di Donald Trump al ruolo del governo per l’uguaglianza razziale, alla definizione di genere, ai cambiamenti climatici, la generazione Z, i ragazzi nati dopo il 2000, ha posizioni molto simili a quelle dei Millennials (i nati dal 1980 al 1995 circa) su questioni sociali e politiche fondamentali, e fra i giovanissimi che si dicono Repubblicani la vicinanza alle posizioni democratiche e quindi la divergenza rispetto ai repubblicani più anziani è qualcosa di mai visto. Solo il 59% degli adolescenti repubblicani approva in toto il lavoro di Donald Trump, contro il 65% dei Millennials, il 76% della generazione X (i nati fra il 1966 e il 1980), l’85% dei Baby Boomers (i nati dal 1950 al 1965) e il 90% dei repubblicani che oggi hanno più di 70 anni.
Queste stesse divisioni generazionali non sono così evidenti tra gli adolescenti democratici.

Lo mette in evidenza un sondaggio condotto nel 2018 da Pew Research su 920 adolescenti statunitensi di età compresa tra 13 e 17 anni e su 10.682 adulti. Nel complesso, senza distinguere fra repubblicani e democratici, solo il 30% dei giovanissimi e del Millennials approva l’operato di Donald Trump, contro il 38% dei loro genitori (Gen X), il 43% dei Baby Boomers e il 54% degli anziani.

Solo il 18% degli adolescenti repubblicani ritiene che la terra si stia scaldando per cause naturali e non antropiche. Il gap è evidente anche rispetto ai Millennials repubblicani, il 30% dei quali ritiene che l’uomo non abbia colpa, come il 36% della Generazione X, l 42% dei Boomers e il 41% dei più anziani.

Certo, è troppo presto per dire con certezza in che modo si evolveranno le opinioni politiche e sociali di questa nuova generazione, dato che la maggior parte non ha ancora raggiunto l’età per votare, ma sicuramente la nuove generazioni vivono un contesto sociale che le influenza su temi importanti.
La Generazione Z è la più etnicamente diversa mai esistita e i giovanissimi repubblicani si distinguono anche a questo proposito. La metà di loro ritiene che l’aumento della diversità razziale ed etnica sia una buona cosa per il paese, contro il 38% dei Millennial, il 34% della Generazione X, il 30% dei Boomer e il 28% dei Repubblicani più anziani. Tra i democratici invece c’è un accordo diffuso tra le generazioni. Al tempo stesso è chiaro che anche la tolleranza verso le discriminazioni sia meno diffusa fra i più giovani. Il 66% della generazione Z, il 62% dei Millennials concordano sul fatto che i neri siano trattati in modo meno equo rispetto ai bianchi negli Stati Uniti. È della stessa opinione il 53% della Generazione X, il 49% dei Boomers e il 44% della Silent Generation.
Anche fra i repubblicani i giovanissimi sono più propensi di affermare che i neri siano trattati meno equamente dei bianchi: lo pensa il 43% di loro, rispetto al 30% dei Millennial e all’incirca al 20% di Gen X, Boomers e Silent.

Quello che emerge intorno alle questioni di genere è interessante. Nel complesso il 35% degli adolescenti americani intervistati conosce qualcuno che usa pronomi neutri rispetto al genere. Fra i Millennials risponde affermativamente alla domanda il 25%, fra la generazione X il 16%, fra i Baby Boomers il 12% e solo il 7% dei nati prima degli anni Sessanta.
Possiamo dire dunque che i giovanissimi stiano superando i ruoli storicamente stabiliti di uomo e donna nella società? Ni. Quasi adolescente americano su cinque, la stessa percentuale della generazione dei propri genitori, ritiene ancora che la responsabilità finanziaria della famiglia debba essere principalmente compito del padre, e un adolescente su tre pensa che la sempre maggiore presenza di donne nelle cariche pubbliche non sia un bene per la società e un altro che non faccia nessuna differenza. Ma soprattutto, lo pensa un’adolescente donna su quattro.