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economia

Nessuno ama il cinema come i francesi. Il caso triste italiano

Il cinema italiano viene da una grande tradizione, anche se forse un po’ annacquata, ma almeno in Europa quanto ad amore per la pellicola nessuno supera i francesi. Secondo gli ultimi numeri resi noti da ANEC lombarda (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) nel continente sono proprio i transalpini che frequentano più spesso i cinema, e in effetti in questo gli italiani vengono superati anche dagli spagnoli. Buoni ultimi, fra le grandi nazioni, i tedeschi.

 

Per dare un’idea della differenza, nel 2017 i francesi sono andati al cinema oltre tre volte l’anno, in media: ovvero circa il doppio dei nostri connazionali. Pur con qualche su e giù, è una passione che dura da tempo, e anche tornando indietro con gli anni nessun altro grande paese gli si avvicina anche soltanto.

 

Anche i numeri di italiani e tedeschi non sono poi cambiati tantissimo, almeno dal 2008, mentre da allora il mercato spagnolo ha prima avuto un grosso calo e poi una ripresa cominciata nel 2013 – che non li ha magari riportati dov’erano un tempo, ma quasi.

 

 

La Francia fa caso a parte anche per un altro fattore, ovvero la passione per i film nazionali. Anche in Italia essi rappresentano una parte significativa del totale, ma mai quanto nel paese transalpino dove da tempo essi pesano per il 40% o poco meno dell’intero mercato.

 

Da noi i film italiani sono in effetti un po’ in declino, e proprio nel 2017 sono diventati meno di uno su cinque – superati per la prima volta da quelli nazionali, rispettivamente, sia in Germania che in Spagna.

 

 

Le cause di questa differenza, quanto a passione degli spettatori per il cinema, possono essere parecchie. Difficilmente però possono essere ricondotte per esempio al prezzo dei biglietti. Le differenze fra nazioni dove si molto o dove si va poco sono minime, nell’ordine di poche decine di centesimi, ma questo non impedisce ad alcuni di frequentare le sale spessissimo e ad altri di passare il proprio tempo altrove.

 

Caso a parte è la Germania, dove dal 2008 il prezzo medio del biglietto è cresciuta di circa il 40% – unico caso del genere fra le grandi nazioni; nello stesso periodo in effetti le visite hanno registrato una certa flessione, ma senz’altro non un crollo verticale.

 

 

Con caratteristiche di questo tipo, non c’è da sorprendersi che il mercato francese sia il più grande del continente. Ma la differenza con gli altri è davvero enorme, tanto che in termini di spettatori totali servirebbero due italie intere per andare a pari.

 

La caduta del cinema italiano nel 2017, d’altra parte, ha portato anche a un sorpasso da parte della Spagna – un risultato ancora più impressionante se ricordiamo che nel paese iberico vivono circa 14 milioni di persone in meno.

 

La Germania d’altronde è una nazione molto più popolosa, per cui se è la somma che fa il totale possiamo comunque aspettarci un mercato piuttosto ampio. E in effetti con circa 120 milioni di spettatori, circa 20 milioni più dell’Italia, così è.

 

Ultimi commenti
  • lupo alfa |

    No, non si tratta certo del prezzo del biglietto, forse se mi pagassero andrei a vedere un film italiano. Non sono gli italiani a NON avere passione per il cinema, sono quelli addetti ai lavori che non hanno passione e nemmeno impegno. Una banda di raccomandati (e’ l’unica spiegazione per cui abbiano avuto un ruolo a pagamento nel cinema) incapaci di dare un minimo decente. Il cinema italiano e’ quello delle scoregge e dei rutti, come effetti speciali seni scoperti. E’ morto e sepolto da decenni. Sono poche le eccezioni, talmente poche da scordarle.
    Continuino a dar lavoro alle amichette/i di letto, a parenti e amici. Morto e sepolto. Ora l’ultima fase e liberare la tomba per metterci dentro i colpevoli.
    Quando ho lavorato in Italia ho scoperto che i superiori adorano i ruffiani a prescindere dalle loro capacita’ lavorative. Non accettano chi si esprime liberamente, anzi soffocano ogni istinto di creativita’. Agiscono come il rapporto tra cane e padrone se ubbidisce arriva il boccone se agisce in autonomia viene bastonato. Peccato che gli umani non siano cani e non tutti scodinzolano per la ciotola degli avanzi. Cosi fanno carriera i cani, in ogni ambiente. Anche nel cinema ovviamente.

  • GIUSEPPE CAVOTO |

    Invece di sostenere la cinematografia con iniezioni di pubblico denaro, che ha concorso alla superproduzione di films di scarsa qualità, occorrerebbe premiare film impegnati e organizzazioni produttive serie e di cultura.

  • Raffaello Rebeggiani |

    il cinema francese e ‘ bello quello italiano pietoso evito titoli ( vedi quello di natale, Cettola, altri miseri con racconti banali ) e noi per lavori pietosi paghiamo. Difficile metavigliarsi

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