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politica

Di chi si fidano gli italiani: del Governo o dell’Europa?

Di studi che cercano di capire come la pensano le persone su vari temi, dall’economia alla vita quotidiana, ce ne sono tanti. Di solito però essi si fermano al dettaglio nazionale, così da darci grosso modo un’idea del punto di vista medio degli italiani su questo o quell’argomento. Molto più rare sono invece le analisi che si soffermano sulle singole regioni, approccio che invece ci consente di capire meglio in cosa si somigliano e in cosa differiscono le idee delle persone, soprattutto se cerchiamo di metterli insieme ai numeri della politica e dell’economia.

Sappiamo infatti che alle scorse elezioni il consenso elettorale degli italiani, al netto di un astensionismo al massimo storico, ha praticamente spaccato il paese in due con il successo della Lega al nord e del Movimento 5 Stelle al sud.

Usando i dati dell’ultimo Eurobarometro Flash, condotto per conto della Commissione lo scorso autunno, possiamo allora cercare di capire quali sono davvero i temi più sentiti e verificare in che misura essi sono associati al voto. Per diversi aspetti i risultati sono sorprendenti. Al di là di quanto vogliono gli stereotipi, per esempio, troviamo che certamente gli italiani tendono spesso a non fidarsi del proprio Governo, ma il livello di sfiducia appare in genere minore verso l’Unione Europea. Detta in altri termini, essi in media si fidano più dell’Europa che del proprio Governo.

 

Altri aspetti importanti per capire che aria tira, e dunque inclusi nelle domande della rilevazione, riguardo l’ottimismo (o il pessimismo) verso il futuro, il giudizio della propria situazione economica e della qualità della vita del luogo in cui viviamo.

In tutti e tre i casi, pure con gradazioni diverse, troviamo ampie differenze fra nord e sud. Il primo è in generale più pessimista verso il futuro, mentre nel secondo prevale chi dice che l’economia resta ancora tutta da mettere in ordine. La domanda sulla qualità della vita rovescia anch’essa lo stereotipo prevalente: nonostante quel che si dice spesso, sono gli stessi abitanti del sud a dichiarare di essere meno soddisfatti della qualità della vita nella regione in cui vivono.

Per mettere meglio nel giusto contesto i numeri, aiuta confrontarli anche con quelli del resto dell’Unione: in questo modo riusciamo a evidenziare meglio somiglianze e differenze degli italiani rispetto al resto del gruppo.

L’aspetto che probabilmente ci distingue di più dagli altri è proprio il pessimismo verso il futuro. Nella media dei 28 altri paesi europei il 30% si dice appunto pessimista; un valore superato pressoché da tutte le regioni italiane.

Dove le cose vanno forse diversamente da quanto ci aspetteremmo è nel livello di fiducia verso il governo nazionale, che nel nostro paese risulta quasi sempre superiore rispetto alla media europea. Nelle altre tre domande la situazione appare invece spaccata, con un buon numero di regioni i cui abitanti dicono che le cose vanno meglio – ancora rispetto alla media degli europei –, e diverse altre dove succede l’opposto.

La ricerca consente anche di identificare, regione per regione, i singoli temi che preoccupano di più i cittadini. In Lombardia per esempio il primo risulta l’immigrazione, cosa che si ripete anche in altre parti del settentrione, mentre al sud troviamo spesso menzionata la disoccupazione.

Nella visualizzazione che segue è possibile selezionare la propria regione, così da capire quali temi vengono ritenuti prioritari dai suoi abitanti.

Mescolando insieme, per così dire, i problemi più sentiti dalle persone possiamo ancora una volta paragonarli a quelli degli altri europei e verificare quanto intensamente essi sono percepiti. Emergono così questioni praticamente assenti dal dibattito pubblico ma che comunque appaiono molto importanti per le persone, e altre invece di cui sentiamo parlare tutti ma che invece non sono forse così prioritarie.

La preoccupazione per la sanità è un problema del primo tipo, al punto che spesso supera temi come la criminalità. Eppure se ne parla di rado. Il crimine viene invece considerato come una questione non certo di primissimo piano come ci viene raccontato, tanto che in diversi casi è per esempio al pari dell’ambiente.