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Rinnovare le reti idriche? Servono 250 anni

A Mendicino, poco meno di 10mila abitanti fra Cosenza e il mar Tirreno, a metà settembre un uomo è sceso in piazza in accappatoio e ciabatte, e arrivato alla fontana davanti al municipio si è sbarbato in pubblico per protestare contro la lunga assenza di acqua in casa. A Foggia lavare la macchina o bagnare i fiori fra le 7 e le 22 può costare fino a 500 euro di multa; a Nuoro e Salerno è stato un settembre di razionamenti. Non solo: a da Volterra a Piacenza su su fino alla bergamasca le “emergenze” idriche non risparmiano nemmeno il Nord. Il tutto mentre tre milioni di romani guardano con apprensione costante alle alterne fortune del lago di Bracciano e al piano di razionamento, in stand by ma non ritirato da Acea, che per la prima volta nel dopoguerra farebbe entrare la crisi idrica direttamente nelle case di una grande capitale europea.

 

Ultimi commenti
  • roberto macri' |

    Questa proiezione dei dati consuntivi non ha molto significato in assenza di un censimento delle reti che la legge Galli prescriveva per il 1996 e che ancora non è stato fatto salvo poche virtuose eccezioni .Nessuno sa in realtà quali sono le condizioni di fatiscenza delle reti e delle apparecchiature operative e quindi le previsioni di investimento per 65 miliardi di euro sono fondate sul nulla.il punto da cui partire è la riduzione drastica delle perdite che nonostante i forti aumenti tariffari sono aumentate.Ma le perdite non dipendono sempre dalla fatiscenza delle reti ma molto spesso da una gestione sbagliata delle pressioni.La riduzione delle perdite vuol dire una altrettanta riduzione dei costi ed è questa la strada virtuosa per migliorare i conti degli acquedotti trovando le risorse finanziarie per gli investimenti e risparmiando le riserve idriche .Il problema è molto piu’ complesso di come lo si racconta o per ignoranza o per interesse a d ottenere generose tariffe e generosi contributi pubblici.E’ intollerabile che gli acquedotti italiani perdano il 40% dell’acqua immessa in rete a paragone del 5% della media europea.

  • Bonaventura |

    Nel nostro Comune San Lucido (CS) credo ci siano le tariffe più alte d’Italia. Le perdite (o altro……) dalla rete idrica principale comunale sono conteggiate nel costo totale di gestione e quindi le tariffe sono altissime, tenuto conto che le vasche comunali sono riempite con acqua che il comune paga alla SORICAL (Regione Calabria).

  • Giuseppe Casti |

    Le acque distribuite esattamente con tutte le qualità rispondenti al DLgs 31/2001 fanno durare le opere l’acquedotto oltre cento anni, senza buchi e perdite.

  • deserto-arido |

    Vediamo se nel programma elettorale dei partiti per le prossime politiche ci sarà l’impegno ad investire sul rinnovamento delle reti idriche vetuste.
    Oltre ai buchi nella rete ce’anche la mancanza di un numero adeguato di bacini di raccolta delle acque.
    Infatti come e’ emerso bene questa estate non siamo in grado di trattenere l’acqua che comunque ce’ ed e’ anche abbondante,in certi periodi dell’anno.
    Quante società di gestione e proprietarie di reti di acquedotti investono i loro utili annuali nel rinnovamento delle loro reti?
    Bisogna analizzare i loro bilanci.
    Infine le reti devono essere interconnesse tra loro a livello nazionale.

  • antonio |

    essendo un qualunquista, populista non posso che affermare che la classe politica italiana è tutta marcia dagli enti locali e su, su fino al vertice. gentaglia che ci ha portato alla rovina, hanno rubato, sprecato, distrutto ricchezza ,null’altro

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