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cronaca

Il turismo in Europa? Scopri dove sono stati gli europei in vacanza

I dati sono del 2015. Ma nelle prime trenta regioni mete di turismo ci sono Veneto (sesta),  Toscana (undicesima), Lombardia (tredicesima), Emilia-Romagna (quattordicesima), Lazio (diciannovesima) e Provincia autonoma di Bolzano (ventunesima). La classifica di Eurostat è calcolata in base al numero di notti trascorse negli Stati membri per turismo nel 2015. Nella classifica delle dieci destinazioni più popolari, le isole Canarie in Spagna sono in testa con 94 milioni di notti nel 2015. La Spagna è il paese con più regioni nella “top ten” con 75,5 milioni notti per la Catalogna, 65,2 milioni per le isole Baleari e 61,4 milioni per l’Andalusia. Il Veneto è al sesto posto con 63,3 milioni di notti.

Nell’Unione Europea (Ue), il turismo è comunque soprattutto un affare interno. Quasi il 90% delle notti all’estero per turismo nell’Ue è di europei, il che significa che i turisti provenienti dall’esterno dell’Unione rappresentano solo il 10% circa del totale. Durante i viaggi, i residenti dell’Unione europea hanno speso quasi l’85% delle loro notti di turismo all’interno dell’Ue, con solo poco più del 15% in destinazioni extra-Ue. Più nel dettaglio, secondo Eurostat, nel 2015 il 58% degli europei ha trascorso le vacanze nel proprio paese, il 26% in un altro Stato membro dell’Ue. Solo il 16% delle notti sono trascorse in destinazioni extra-Ue, con gli Stati Uniti con il 13,8% delle notti trascorse da residenti Ue nel resto del mondo, seguiti da Turchia (10,4%) e Marocco (4,6%).

Nell’Info realizzata da Eurostat si può selezionare uno stato membro dell’Ue e scoprire che lo ha visitato, quanto costa in media una notte in hotel, e quali sono le destinazioni top di quella nazione. Nel caso dell’Italia scopriamo che nel 2015, sette connazionali su dieci sono rimasti a casa, e in termini di notte passate negli hotel le due nazioni europee preferite sono state Spagna e Francia.  

Ultimi commenti
  • rorato |

    Il Sud Italia e le isole sono teoricamente il tesoro vero per il turismo in Italia, ma, come scrisse il filosofo “a posse ad esse non valet conseguentia” (dal poter essere ad essere veramente il passaggio non è automatico). Così è per il Sud e per le isole. Professionalità del personale, pulizia del territorio, conoscenza delle lingue, e quant’altro serve per un turismo di qualità non si trova dappertutto, neppure nei luoghi più deputati al turismo. C’è ancora, in diverse parti, una forte differenza tra territorio (molto bello e affascinante) e cultura turistica (abbastanza scarsa). Per fortuna ci sono molti luoghi all’altezza d’un turismo internazionale di qualità, ma c’è ancora molto da fare. Se il Veneto è la prima regione turistica d’Italia e la Sicilia è addirittura fuori dall’elenco la cosa deve far pensare, perché la Sicilia possiede immensi tesori in tutto il suo territorio e, potenzialmente, dovrebbe essere la prima regione, anche se Venezia è meta richiestissima e a Roma c’è il Vaticano e il Parco archeologico alle spalle del Campidoglio. Ma, a posse ad esse non valet consequentia. Don lo si dimentichi.

  • Giuseppe Bello |

    ….la vera industria turistica d’Italia risiede, pur con qualche non piccola eccezione, nel sud e nelle isole. Purtroppo difetta, e seriamente, la professionalità e la capacità imprenditoriale. Ciò significa che una delle più significative risorse di reddito e di lavoro del nostro Paese resta pervicacemente trascurata, anzi lasciata del tutto nell’oblio ! Le amministrazioni regionali, in tutto questo, sono le prime responsabili.

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