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economia

Crescita, Eurozona batte Usa nel 2016

Nel 2016 l’Eurozona, che è cresciuta dell’1,7%, supera gli Stati Uniti, che hanno registrato un +1,6%. Ma questo sorpasso è anche un cattivo segno. Entrambi i Paesi hanno infatti frenato rispetto al 2015: più bruscamente gli Usa, che avevano segnato un +2,6%, un po’ meno l’Unione (+2%). Allargando l’orizzonte temporale la realtà appare quindi molto più sfumata. C’è una comune pausa nella ripresa, ma l’Ue sembra comunque confermare il breve trend che sta percorrendo – dalla fine della sua ultima recessione, e quindi dal 2014, la crescita media è stata appena sopra l’1,8% – mentre il colosso americano soffre un po’di più.

Un’analisi più attenta rivela che nel 2016 gli Stati Uniti hanno subito un rallentamento della domanda interna. L’ultimo trimestre, quello autunnale, ha però dato l’impressione che qualcosa stia cambiando, i consumi hanno infatti accelerato. Del resto la disoccupazione statunitense è al 4,7%, contro il 9,6% dell’Eurozona.

Il Pil normale, rilevante per capire la sostenibilità del debito nazionale, è rallentato nel 2016 fino al 2,9% contro una media post-recessione del 3,6%. Negli anni precedenti la crisi del 2009 cresceva a un ritmo vicino al 5%. Per l’Unione non è possibile scendere così nel dettaglio, perché il dato pubblicato da Eurostat non dà alcuna indicazione sulle componenti del Pil 2016. L’unica nota aggiuntiva riguarda i numeri dell’ultimo trimestre che segnano un’accelerazione dallo 0,3% della primavera allo 0,5% dell’autunno.

Su un orizzonte temporale più ampio l’Europa resta tuttavia più indietro rispetto agli Usa: dal 2008 il suo Pil annuale è cresciuto del 4,2% contro il 12,3% degli Stati Uniti.

Articolo sul Sole 24 Ore dell’1 febbraio a pagina 4