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economia

In dieci anni i professionisti hanno perso il 18% del loro reddito

In dieci anni i professionisti hanno perso, in media, in termini reali il 18,06% del loro reddito, che oggi si attesta intorno ai 33.954 euro. Questo quanto emerge dal sesto rapporto Adepp, l’Associazione che rappresenta 19 Casse di previdenza dei professionisti, che è stato presentato ieri a Roma a Palazzo Giustiniani e che ha fotografato la situazione di quasi un milione e mezzo di professionisti (il 28% in più rispetto a 10 anni fa).
Un rapporto che riflette la situazione del Paese evidenziando la forte disparità regionale e di genere presente anche nel mondo delle professioni. Nel dettaglio il reddito medio in Lombardia nel 2015 è di 60mila euro e in Calabria scende a 20.335 euro; se passiamo al confronto tra maschi e femmine i primi guadagnano mediamente il doppio delle seconde. E se si confronta un professionista maschio lombardo con una professionista femmina calabrese la disparità diventa abissale: 60mila euro contro 11.700. Così come gli anziani guadagnano più dei giovani.
Tornando ai redditi medi, se una contrazione del 18% è preoccupante non consente di cogliere la gravità della diminuzione registrata da alcune categorie professionali. Il dato, infatti, risulta sensibilmente migliorato (di quasi 8 punti percentuali) dall’inclusione dei dati dell’ente più numeroso (circa 364mila iscritti), l’Enpam, ente di previdenza di medici e odontoiatri. Se, infatti, si scorporano i dati relativi a questo ente (che fra il 2005 e il 2015 ha registrato un aumento degli stipendel 43%) la contrazione passa dal 18,06% al 25,83%, più di un quarto delle entrate e il reddito medio reale scende a 25.793. Non hanno registrato cali di reddito anche altre Casse: Enpav (veterinari), Epap (pluricategoriale, e cioè chimici, geologi, attuari, dottori agronomi e dottori forestali) ed Enpaia (agricoli).

Articolo sul Sole 24 Ore del 15 dicembre 2016