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politica

L’identikit dell’elettorato americano: chi ha votato per Trump?

L’American Dream è stata la vittima più importante di questi lunghi anni di recessione, ma anche il principale alleato nella corsa di Trump alla nomina di 45° Presidente degli Stati Uniti. Senza quel sogno di mobilità verso l’alto, le diseguaglianze create dalla globalizzazione sono diventate insopportabili per una larga fetta di elettori. Su questo sentimento di insofferenza verso l’establishment il Tycoon ha sapientemente costruito la sua campagna elettorale.

Parliamo innanzitutto della “working class” bianca – che ha pagato il prezzo più alto di una delocalizzazione industriale che in 35 anni ha ridotto del 36% i posti di lavoro nel manifatturiero – nella quale Trump è riuscito a vincere 7 voti su 10 tra gli uomini la cui istruzione si è fermata alla scuola dell’obbligo o alle superiori. Nella fascia elettorale di ceto medio-basso il repubblicano ha conquistato anche il voto delle donne (in sei casi su 10).

Pro-Trump anche la maggioranza dei cittadini dai 65 anni in su, categoria che ha visto negli ultimi anni un forte incremento della propria precarietà.

Infine, hanno influito indirettamente anche fenomeni di natura razziale. Innanzitutto un calo di 5 punti percentuali nella partecipazione al voto degli afro-americani, i quali – con le loro proteste pre-elezioni – hanno alimentato le ansie nei cittadini bianchi. Anche l’elettorato latino-americano ha sì supportato Hillary, ma non nelle proporzioni che ci si aspettava e il 29% del voto “hispanic” è andata comunque a Trump.

Articolo sul Sole 24 Ore del 10 novembre a pagina 3