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politica

L’Emailgate di Hillary Clinton. La timeline

L’Fbi sta passando al setaccio con speciali software ben 650mila nuovi messaggi di posta elettronica rinvenuti in un computer condiviso dalla collaboratrice di Clinton, Huma Abedin, con il marito, l’ex deputato Anthony Weiner travolto da un caso di “sexting”. Abbastanza da tenere alto lo spettro di irregolarità se non di reati nella gestione di corrispondenza segreta o comunque delicata, che risale a quando era Segretario di Stato. Un sondaggio quotidiano di Abc-Washington Post ha visto ieri Trump avanti di un punto su Clinton, 46% a 45%, per la prima volta da maggio, nonostante la media delle poll più recenti dia ancora a Clinton in vantaggio di quattro punti.

Ricordiamo le tappe di quello che la stampa americana ha definito Emailgate parafrasando il caso Watergate che costo’ la presidenza a Richard Nixon nel 1974.

Il 2 marzo 2015 il «New York Times» rivela che Hillary Clinton avrebbe utilizzato un indirizzo email personale ( hdr22@clintonemail.com) durante gli anni da segretario di Stato (2009-2013) . La notizia emerge in seguito alla richiesta del Congresso degli Stati Uniti di ottenere tutte le email degli anni del suo mandato nell’ambito di un’inchiesta sull’attacco terroristico del 2012 a Bengasi in cui perse la vita l’ambasciatore Chris Stevens. Il Dipartimento chiede così a Hillary Clinton di consegnare i messaggi spediti o ricevuti dal suo indirizzo privato, ma lo staff dell’ex segretario ne consegna «solo» 30.490. Gli altri 31.830, bollati come «privati», erano stati già cancellati alla fine del mandato. L’Fbi apre allora un’inchiesta per verificare se l’ex segretario di Stato abbia in questo modo messo a rischio informazioni riservate e sensibili, minando la sicurezza nazionale.

 

 

 

L’indagine viene chiusa nel luglio 2016: i federali ritengono che non ci siano elementi per avviare un’inchiesta formale contro Hillary Clinton da parte del Dipartimento di Stato.

Il 28 ottobre, a 11 giorni dalle elezioni, il capo dell’Fbi James Comey riferisce al Congresso che durante un’indagine su un altro caso l’Fbi avrebbe appreso dell’esistenza di email che sembrano pertinenti all’inchiesta sui server di Hillary Clinton, ma avverte: «non possiamo ancora dire se si tratti o meno di materiale rilevante, né prevedere quanto tempo sarà necessario per esaminarlo».