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cronaca

Le mappe della pericolosità sismica delle zone colpite dal terremoto

Due forti scosse di terremoto sono state avvertita in tutta l’Italia centrale. È Castelsantangelo sul Nera il paese più vicino all’epicentro della scossa delle 19.10, un comune di 318 abitanti della provincia di Macerata, nelle Marche, dove manca la corrente elettrica. Nel suo territorio, nella zona del parco di monti Sibillini, si trovano le sorgenti del fiume Nera. Castelsantangelo si trova in linea d’aria a 17 chilometri e mezzo a nord ovest di Arquata del Tronto, uno dei centri più colpiti dal sisma del 24 agosto. La cronaca la potete seguire sul Sole 24 Ore.com.
Qui di seguito le mappe di Ignv Terremoti mostrano l’attività sismica della zona in diversi intervalli temporali. I dati riportati in queste mappa provengono dalle analisi effettuate in tempo reale dal personale della Sala Sismica dell’INGV subito dopo ogni terremoto.


 I dati vengono successivamente rivisti dagli analisti sismologi e quindi i parametri della localizzazione e della magnitudo possono variare. Tutte le informazioni degli eventi rivisti confluiscono nel Bollettino Sismico Italiano dell’INGV.
 

Ultimi commenti
  • Alberto cipriani |

    Prima del sisma della altro giorno c’è e stato a Castelfiorentino ,prima di quello di oggi uno a pisa ieri ! ?

  • Alberto cipriani |

    Prima del sisma della altro giorno c’è e stato a Castelfiorentino ,prima di quello di oggi uno a pisa ieri ! ?

  • Mara |

    Purtroppo la scienza non è ancora in grado di prevedere con anticipo e attendibilità il manifestarsi di una forte attività sismica. Non è un problema italiano, è un problema mondiale. L’INGV – così come gli altri istituti di geofisica sparsi per il globo – serve a monitorare l’attività al fine di studiarne l’origine e naturalmente si spera che nuove tecnologie un giorno ci aiutino ad intervenire con un margine di anticipo utile a salvare il maggior numero di vite possibile. Finanziare la ricerca serve proprio a quello.

  • Mara |

    Purtroppo la scienza non è ancora in grado di prevedere con anticipo e attendibilità il manifestarsi di una forte attività sismica. Non è un problema italiano, è un problema mondiale. L’INGV – così come gli altri istituti di geofisica sparsi per il globo – serve a monitorare l’attività al fine di studiarne l’origine e naturalmente si spera che nuove tecnologie un giorno ci aiutino ad intervenire con un margine di anticipo utile a salvare il maggior numero di vite possibile. Finanziare la ricerca serve proprio a quello.

  • Franco |

    “certo che a voler essere maligni e a voler risparmiare, questo INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) oltre a mappare le zone colpite dal sisma dopo l’evento, oltre ad aver registrato col sismografo il valore del sisma e avergli attribuito un grado della scala Mercalli , non capisco cosa ci stia a fare”.

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