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economia

L’industria italiana dell’intrattenimento vale 31 miliardi. Bene internet, games e tv

Obiettivo 2020 per l’industria italiana dei media e dell’intrattenimento (E&M), che per quella data – secondo le proiezioni pubblicate oggi da Pwc – potrebbe raggiungere i 36 miliardi di euro. Una crescita constante che conferma i segnali di ripresa dell’ultimo biennio: dai 29,6 miliardi del 2015 ai 31,2 del 2016. A condurre la crescita saranno advertising e spesa degli utenti finali. Nel 2020, la prima sarà pari a 9,1 miliardi, mentre la secondo toccherà quota 26,9. Sono questi i principali trend evidenziati dal rapporto di PwC Italia presentato oggi a Milano “E&M Outlook Italy 2016-2020”, che per l’ottavo anno consecutivo descrive l’andamento dei 13 segmenti del mercato dei Media e dell’Intrattenimento: TV and Video, Internet Access, Newspaper Publishing, Business to Business, Out-of-Home, Radio, Video Games, TV Advertising, Cinema, Magazine Publishing, Book Publishing, Internet Advertising e Music.
«Nella valutazione di questi trend – ha detto Andrea Samaja di PwC – si deve tenere conto dell’alta volatilità di questo mercato rispetto agli andamenti economici del Paese. Questo fenomeno tende ad acuire i picchi sia nei momenti di trend negativo che positivo. Nei primi anni di crisi economica l’Italia aveva infatti consuntivato performance medie più negative tra i mercati Europei»

Motore digitale

La crescita complessiva del mercato sarà guidata dall’espansione della componente digitale. Nel 2020 il digitale rappresenterà il 48% del totale del mercato E&M, contro il 40% del 2015. L’impatto dei ricavi derivanti dall’accesso ad Internet crescerà dal 29,7% del 2015 al 34,1% nel 2020. La penetrazione di smartphone e tablet in salita al 92,1% nel 2020 incentiva la spesa degli utenti finali nell’accesso ad Internet e sostiene inoltre la crescita dei segmenti del mercato E&M, aumentando i potenziali utenti di servizi digitali per tutte le forme di contenuti distribuiti. In particolar modo, si registrerà un impatto significativo sui ricavi dei segmenti Videogames, TV ed Internet advertising (Internet, Videogames, TV, e Radio guideranno la crescita nei prossimi 5 anni con CAGR ’15-‘20 rispettivamente di 7,2%, 4,6%, 4,6% e 2,4%).
I ricavi derivanti dal segmento Pay TV Subscription continueranno a crescere beneficiando del crescente interesse dei consumatori per i servizi streaming: «Proprio su questo – ha detto ancora Samaja – ci si attende una lenta ma progressiva erosione del modello di abbonamento flat ai contenuti Premium a favore del modello Pay per View. Infatti è da notare come, ad esempio Netflix, in caso di interruzione di un abbonamento non intraprenda particolari azioni promozionali per la retention del cliente».

Torna di moda l’advertising, ma non per la carta

I ricavi pubblicitari derivanti dalla radio sono tornati a crescere nel 2015 registrando 373 milioni di euro e arrivando a €429 milioni nel 2020 (CAGR 2,9%) grazie alle condizioni favorevoli del contesto macroeconomico. Nel mercato dell’editoria, la pubblicità rimane in declino, per i periodici ed i quotidiani si stima rispettivamente un tasso di crescita annuo composto di -2,5% e -3,8%. La contrazione di tale segmento è causata dal declino del mercato della carta stampata che induce gli investitori pubblicitari a migrare i propri investimenti su altri canali.

Le sfide per le aziende del settore Entertainment & Media

Il mercato Entertainment & Media di oggi è caratterizzato da un’elevata dinamicità e volatilità. Come in diversi altri settori di mercato, tra i principali obiettivi strategici di qualsiasi operatore Media c’è quello di riuscire ad approfondire la conoscenza del consumatore, le sue esigenze e le sue aspirazioni. In questo senso le aziende del settore E&M, almeno per la parte digitale, sono in un settore privilegiato avendo l’opportunità di interagire e studiare puntualmente i propri clienti. La principale sfida è quindi riuscire a valorizzare e monetizzare l’enorme mole di dati già oggi in loro possesso.

Twitter: @biagiosimonetta