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finanza

Nel mirino dei fondi le startup dell'intelligenza artificiale. Raccolta a 2,4 miliardi.


L’intelligenza artificiale è uscita dai laboratori e si sta avviando a diventare un fattore chiave dell’economia del futuro. Tutte le principali aziende della rete, da Amazon a Facebook, da Google a Baidu, affermano che ci troviamo all’inizio di una nuova era, e stanno intervenendo nel settore con tutto il loro peso. Tecnologie come le reti neurali in grado di apprendere (deep learning) consentono di affidare alle intelligenze artificiali operazioni che in precedenza avrebbero richiesto un operatore umano, e su scala molto più vasta.
Uno dei principali motori dell’espansione dell’intelligenza artificiale è l’interazione con gli esseri umani. Se fino a poco tempo fa per raggiungere il pubblico con attività nuove bastava proporre un’app, oggi le app sono così numerose che è difficile convincere le persone a installarne di nuove. Già un anno fa il numero degli utenti attivi sui quattro principali sistemi di messaggistica ha superato quello dei quattro principali social network. Per questo l’attenzione va spostandosi dalle app ai chatbot, sistemi automatici che permettono di fare acquisti e gestire servizi direttamente in chat.
La quantità di fondi a disposizione delle startup legate all’intelligenza artificiale sta perciò crescendo costantemente. Si è passati dai 282 milioni di dollari del 2011 ai 2,4 miliardi del 2015: si sono moltiplicati di più di sette volte in soli 5 anni (dati CB Insights). Ben il 48% degli accordi di finanziamento stretti nel 2015 sono stati di tipo seed, a testimoniare che il settore è ancora molto giovane: tuttavia il 30% del denaro investito nel 2015 è stato per round di finanziamento D ed E (contro il 12% del 2014), a dimostrare che ci sono aziende che stanno raggiungendo la maturità.

Articolo uscito il 5 settembre 2016 sul Sole 24 Ore a pagina 29