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economia

Dal 2011 al 2015 i «nuovi» espatriati under 30 sono oltre 22mila l’anno

Raddoppiati nel giro di cinque anni: i giovani “expats” che varcano i confini nazionali sono passati dagli 11.550 del 2011 ai quasi 22.500 del 2015, un aumento del 95%, più elevato di quello dei nostri connazionali di ogni età, cresciuti comunque del 77 per cento.
Considerando le aree geografiche di approdo degli espatriati under 30, il report realizzato dal Centro studi Datagiovani per Il Sole 24 Ore evidenzia come nel 77% dei casi (oltre 17mila) la strada percorsa non sia molta, dato che i Paesi di arrivo sono quelli del Vecchio continente, seguiti dal Sudamerica (poco più di 2.300 giovani, pari al 10% del totale) e dal Nordamerica (5%, con circa 1.100 ragazzi espatriati). Oltre 600 sono i ragazzi che hanno scelto di trasferirsi in Oceania, mentre più residuali sono le destinazioni asiatiche e mediorientali (meno del 2%) e quasi irrisorio l’approdo nel continente africano.
Restringendo il focus sui Paesi di destinazione, 4.700 giovani (21% del totale) hanno scelto il Regno Unito, oggi invece avvolto nell’incertezza a causa della Brexit. Pochi di meno, circa 4.500, si sono diretti verso la Germania (20%), 2.500 sono andati in Svizzera e poco meno di 2mila in Francia. Questi quattro Stati rappresentano l’Eldorado per il 60% di tutti i giovani “expats” nel 2015. Al quinto, sesto e settimo posto troviamo nazioni americane, nell’ordine Brasile, Stati Uniti e Argentina. La prima nazione dell’Oceania è l’Australia con 585 espatriati, gli Emirati Arabi Uniti sono la prima destinazione mediorientale (262), mentre scende l’attrattività della Cina, che richiama appena 169 giovani in uscita dall’Italia (-11%).

 

Articolo a pagina 9 del Sole 24 Ore dell’8 agosto 2016