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cronaca

La lotta alla criminalità passa dai social network. 151 rogatorie per intercettare le chat della Mafia

23, sono le rogatorie inoltrate alla Spagna per poter avviare intercettazioni su casi italiani

42, sono le domande di collaborazione straniera richieste dalla sola Procura di Reggio Calabria

27, sono le rogatorie in attivo per casi di natura mafiosa

Se un tempo si comunicava a distanza esclusivamente via telefono, oggi i mezzi di comunicazione si sono moltiplicati, non solo per noi utenti comuni ma anche per i criminali. Passare al vaglio lo scambio di informazioni tra criminali è diventato quindi più complesso per le Forze dell’Ordine, sia per la molteplicità dei canali sia perché le società titolari dei servizi digitali spesso sono estere.

Oggi, le Procure italiane si ritrovano spesso a dover richiedere l’autorizzazione alle intercettazioni tramite rogatorie rivolte agli Stati esteri dove le società hanno sede legale, con grande rallentamento delle indagini.

Secondo i dati della Dnna (Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo), le Procure distrettuali ad aver intrapreso investigazioni transfrontaliere dal 2004 al 2015 sono: Reggio Calabria (con 42 rogatorie), Roma (22), Napoli (21), Firenze (14), Palermo (11) e Milano (10). I reati per cui è stato attivato il maggior numero di richieste sono il traffico di stupefacenti (78 casi), il riciclaggio internazionale (31), l’associazionismo di tipo mafioso (27), il terrorismo (15).

Tratto da Il Sole 24 ORE del 18/03/2016, pagina 33