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cronaca

Vincono le serie tv. Sempre meno persone al cinema. L’anomalia del Lazio

Meno gente al cinema? Così sembrerebbe, a guardare i dati diffusi dall’Istat e relativi all’anno 2017. Il 49,6% della popolazione maggiore di sei anni l’anno scorso è stata a vedere la proiezione di un film almeno una volta. Il valore è in calo rispetto al 2016, quando era il 52.2% e ancor meno del picco del 2011 con il 53,8%. Il trend, tuttavia, è positivo. Se nel 1993 quattro italiani su dieci (circa 21 milioni) frequentavano una sala cinematografica, 24 anni dopo sono cinque su dieci (28 milioni), con un incremento significativo per un media maturo, pari al 30% sul valore assoluto.

A livello regionale vi sono notevoli differenze: è il Lazio la regione dove il cinema va per la maggiore (quasi il 60% ha comprato almeno un bilgietto in 12 mesi) mentre in Sardegna tale percentuale non raggiunge il 40%.

Dai dati Istat si traccia anche l’identikit di chi va al cinema, ma qui i valori sono fermi al 2015: sopratutto bambine e adolescenti femmine (dai 6 ai 17 anni di età, le quali superano i maschi), mentre tra il pubblico maturo, più sporadico, sono invece gli uomini che battono le donne. L’utente medio è colto e agiato (più laureati e benestanti) e, a parte la scelta della pellicola da vedere, tra i driver di acquisto vi è la fruizione in un multisala e la vicinanza, mentre il prezzo e i servizi aggiunti sono poco considerati.

Questi dati collimano con quelli Cinetel, che hanno segnato un calo di spettatori e incassi nel 2017 (-12,38%). La causa? Difficle dirlo, anche se un sospettato c’é e si chiama Checco Zalone. Il suo Quo Vado? nel 2016 aveva portato al cinema quasi 10 milioni di persone e incassato 65 milioni di euro. L’assenza nelle sale del comico l’anno scorso si è fatta sentire, visto che La Bella e la Bestia, il film Disney campione di incassi, si è fermato a 3 milioni e 200mila presenze, seguito da Cattivissimo Me 3 e Cinquanta sfumature di Nero. In pratica i primi tre del 2017 hanno, sommandole, un numero di presenze (8 milioni) non troppo distante dal secondo, trezo e quarto dell’anno precedente, che insieme ne hanno totalizzate 7,3 milioni.