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finanza

Calcola il potere d’acquisto in lire ed euro dal 1860 al 2016

Diecimila lire nel 1970 oggi varrebbero novanta euro. In pratica con diecimila lire di allora mi potrei comprare un videogioco, pizza e birra. Dieci anni dopo sempre le miei diecimila lire varrebbero oggi un quarto (24 euro).  Nove anni dopo arriva l’euro è si devono rifare tutti i calcoli. Ma il trend del nostro potere di acquisto è già evidente.

A causa dell’ Inflazione il denaro, nel tempo, perde il suo potere di acquisto. Ne consegue che, con la stessa quantità di denaro, si può acquistare una minore quantità di beni e servizi.
L’ISTAT, ogni mese effettua il rilievo della perdita del potere d’acquisto del denaro comunicando il tasso d’inflazione ed il relativo Numero Indice dei prezzi al consumo FOI (famiglie operai ed impiegati) da applicare per effettuare il ricalcolo (in aumento) delle somme in danaro collegate a determinate tipologie di rapporti.

Abbiamo preso i dati da Istat. L’utente può impostare la data la somma e l’anno e visualizzare non solo come cambia il potere d’acquisto ma anche i fatti salienti di quell’anno.

 

 

Qui il “Se potessi avere dell’anno scorso…” Calcola il potere d’acquisto in lire ed euro con la macchina del tempo.

Ultimi commenti
  • Renzo Sigolo |

    Per me questi parametri NON sono giusti. Io nel 1966 ho costruito la mia casa e spesi esattamente £ 16 800 000 – ( sedimilioniottocentomila) All’epoca avendo un bar, vendevo il caffè a £ 50, pertanto dato che oggi il caffè costa UN euro risulta quindi Euro 336 000. Se fate i calcoli col vostro parametro oggi avrei speso 170 021 (centosettantamila/21 ). Vi è una bella differenza non credete? Come mai?

  • Mauro |

    La memoria c’è o non c’è, l’I.S.T.A.T. è degno di fiducia incondizionata ??? Mano sul fuoco ??? La mia no.

  • Mauro |

    La memoria c’è o non c’è, L’I.S.T.A.T. è degno di una mano sul fuoco??? La mia no.

  • Andrea Gianotti |

    Buongiorno, occorre considerare l’inflazione nel suo complesso e non le singole componenti che possono avere avuto andamenti differenti: ad esempio, in senso contrario, per chiamare nel 1990 i suoi genitori al telefono fisso di casa tutti i giorni per qualche minuto avrebbe probabilmente speso in una settimana quasi quanto per la cena. Oggi la telefonia voce ha un costo marginale praticamente pressoché nullo.

  • Andrea Gianotti |

    I dati Istat si basano proprio sulla rivalutazione monetaria dovuta all’inflazione del paniere di riferimento

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