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economia

“Se potessi avere…” Calcola il potere d’acquisto in lire ed euro con la macchina del tempo

Quanto varrebbero oggi le mille lire tanto decantate da Gilberto Mazzi? Rapportato al 2014 quale sarebbe stato il potere di acquisto di mille lire del 1939? La risposta è 871 euro. Negli anni 50 con uno stipendio di un operaio (30mila lire al mese) cosa ci saremmo comprati oggi? Beni e servizi per un valore attuale di 562 euro. E ancora: per ordinare un caffè nel 1900 (5 centesimi) oggi ci vorrebbero 0,45 euro. E per un console Atari 2600 negli anni Ottanta i nostri genitori hanno speso il corrispettivo di 562 euro.

E’ questa la nostra macchina del tempo, per apprezzare il costo della vita negli anni passati. Inserendo nell’Info Data prezzo espresso in lire (o euro) si può calcolarne il potere di di acquisto. Qui sotto abbiamo realizzato un calcolatore utilizzando i coefficienti di Istat che ha reso disponibile uno strumento statistico per confrontare le variazioni temporali del valore della moneta in Italia a partire dal 1861 fino al 2014. Sotto il calcolatore invece possiamo apprezzare la  curva dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi.

Metodologia. Le variazioni del potere di acquisto della moneta nel corso del tempo possono essere calcolate, con sufficiente approssimazione, utilizzando i numeri indici sintetici dei prezzi, relativi a particolari aggregati di beni e servizi, adottati per misurare le variazioni medie nel tempo dei prezzi che si formano nelle transazioni tra gli operatori economici e i consumatori privati finali. I coefficienti necessari a trasformare in valori correnti di un determinato anno (per esempio il 2014) i valori monetari di un anno precedente (per esempio il 2000), sono ottenuti dividendo l’indice dei prezzi di quel determinato anno, per l’indice dei prezzi dell’anno precedente prescelto.

Fonte: Istat. Dataviz: Andrea Gianotti.

Ultimi commenti
  • Andrea Gianotti |

    Buongiorno Paolo, nel 1971 un cornetto algida costava 120 lire (stando a qualche ricerca su google), cioé 1,04€. Ora siamo a 1,5€ quindi un incremento molto significativo per un prodotto che non ha subito molte modifiche, ma il gap non è quello che lei indica.

  • Andrea Gianotti |

    Buongiorno Iolanda, sono dati Istat ufficiali. Se ritiene che siano errati, sarebbe così gentile da indicarci le fonti così possiamo verificare? Lei dice che i costi di alcuni servizi sono 1/3 dello stipendio base: dove ha trovato questi dati (costi e stipendio base)? La durata dei beni tecnologici? E’ poi vero che alcuni settori hanno avuto crescite marcate, altri però sono crollati (ad esempio le comunicazioni: il costo delle telefonate è crollato dal 1990). Ci farebbe piacere aiutarla se ci indicassei dati a supporto, così da verificare se per caso, per un dato paniere, il valore medio istat sia sottostimato.

  • Iolanda De Fina |

    ho scritto un precedente commento con analisi particolareggiata e mie osservazioni di non riscontro dei vostri dati e mi viene detto che “sembra che tu abbia già fatto questo commento. Cosa è una comica?

  • Iolanda De Fina |

    Non mi è chiaro dove prendiate i dati; nn mi tornano gli indici di aumento dei costi beni, capacità di acquisto; prendo a riferimento da anno 1990 a anno 2017, solo per i servizi, acqua elettricità ecc., i costi medi sono 1/3 dello stipendio base, decresce con l’aumentare delle entrate; i beni tecnologici sono in media diminuiti nel costo ma durano meno il che annulla la convenienza; beni altri tipo abbigliamento e costi bar ristoranti ha avuto un aumento del 150%, comperando esattamente gli stessi articoli ( non come le indagini dei vigili che accettano articoli simili, per niente uguali nella qualità); è diminuito il costo viaggio aereo ma i costi di mantenimento dei veicoli personali ha subito una impennata che non riesco neppure a valutare. E quindi?

  • olena |

    vore vendere 13000 mila Liri

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