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politica

Elezioni 2018, la mappa dei collegi elettorali di Camera e Senato

Le schede sono due, ma i voti espressi sono quattro. Camera e Senato, ovviamente, ma per ogni ramo del Parlamento c’è una parte di eletti che arriverà in aula grazie al proporzionale (o plurinominale) e un’altra che dovrà lo scranno al maggioritario (o uninominale). Come contributo all’orientamento al voto sul piano geografico (su quello politico se la vedano i lettori-elettori), InfoData ha realizzato quattro mappe che descrivono la composizione dei collegi.

Primo tema, la Camera dei Deputati. La relativa scheda la riceveranno tutti gli elettori, mentre quella per il Senato andrà solo agli over 25. Sulla scheda sarà indicato il nome del candidato nel collegio uninominale, unico per i partiti in coalizione, e quello dei candidati del proporzionale, suddivisi nelle singole liste. Non esiste voto disgiunto, non ci sono preferenze. Si possono tracciare al massimo due segni: o sul candidato uninominale o su una lista del proporzionale. In entrambi i casi, il voto si estende per osmosi all’altro. Oppure si può tagliare la testa al toro e tracciare una croce su entrambi i riquadri. Anche qui, la scelta è degli elettori.

Per quanto riguarda Montecitorio, i deputati da eleggere sono 630. Di questi, 12 arriveranno dalle circoscrizioni estere e, in questa sede, è possibile ignorarli. Tra quelli eletti in Italia, 386 arriveranno dal plurinominale e 232 dall’uninominale. Cominciando da questi ultimi, ecco la mappa dei collegi.

 

 

 

Ogni regione è identificata con un colore diverso. Il filtro permette di zoomare su una singola regione. Ogni collegio, appunto, elegge un singolo deputato. Discorso diverso, invece, per i candidati del cosiddetto plurinominale, altrimenti detto proporzionale. In questo caso, ogni collegio elegge un numero diverso di parlamentari. Basta passare il cursore sui singoli territori e apparirà un pop-up con l’indicazione dei deputati che saranno eletti dai residenti di quell’area.

 

 

 

Da segnalare che, nella mappa, manca la Valle d’Aosta. Il motivo è semplice: i valdostani eleggono un solo deputato ed un solo senatore e lo fanno con il sistema maggioritario. Per questo non ci sono candidati nel proporzionale.

Fin qui la Camera dei Deputati. Poi, però, c’è anche il Senato. E se le modalità di voto sono identiche, così come non sono previsti voti disgiunti né preferenze, i collegi cambiano. A Palazzo Madama, al netto di quelli riservati ai senatori a vita, gli scranni da occupare sono 315. Di questi, 6 andranno a candidati eletti all’estero. I restanti 309 saranno suddivisi tra plurinominale (193) e uninominale (116). Cominciando da questi ultimi, ecco la mappa dei collegi:

 

 

La mappa funziona in maniera identica a quella realizzata per la Camera. Anche in questo caso, ogni collegio elegge un senatore. Questa, invece, la mappa del plurinominale:

 

 

 

Anche in questa mappa, manca la Valle d’Aosta. E passando il cursore sui singoli collegi un pop-up spiega quanti senatori saranno eletti in quel territorio con il sistema proporzionale. Fin qui, dunque, i confini geografici delle prossime elezioni politiche. Ai partiti il compito di riempirli di contenuti, agli elettori quello di giudicarli.

Ultimi commenti
  • Romano |

    e spiegato molto bene. nei vari collegi non ho capito chi viene eletto ne proporzionale.
    e possibile avere un elenco dei collegi, candidati, sezioni elettorali? forse esagero?
    comunque grazie

  • Romano |

    e spiegato molto bene. nei vari collegi non ho capito chi viene eletto ne proporzionale.
    e possibile avere un elenco dei collegi, candidati, sezioni elettorali? forse esagero?
    comunque grazie

  • Giuseppe |

    Buona sera, una precisazione. Il termine “mappa” è scorretto in italiano. Si dice “carta geogafica”, “cartografia” o “cartogramma”. La più diffusa sarebbe cartografia. Mappa, a forza di usarla, è entrata da un po’ in alcuni (solo alcuni) dizionari ma si usa per le cartografie di scala ridotta, locale, tipo quella di un piccolo comune (in generale solo in scale non oltre 1:10.000), tipo stradario. Ma non per queste cose. Voi siete estremamente precisi, almeno voi aiutateci a diffondere precisione (insegno geografia 😉 ). Saluti e grazie per il vostro lavoro.

  • Giuseppe |

    Buona sera, una precisazione. Il termine “mappa” è scorretto in italiano. Si dice “carta geogafica”, “cartografia” o “cartogramma”. La più diffusa sarebbe cartografia. Mappa, a forza di usarla, è entrata da un po’ in alcuni (solo alcuni) dizionari ma si usa per le cartografie di scala ridotta, locale, tipo quella di un piccolo comune (in generale solo in scale non oltre 1:10.000), tipo stradario. Ma non per queste cose. Voi siete estremamente precisi, almeno voi aiutateci a diffondere precisione (insegno geografia 😉 ). Saluti e grazie per il vostro lavoro.

  • vittorio |

    Ottimo lavoro, però con quelle cartine non si capisce niente. Cioè io non desumo bene i confini dei collegi non essendoci riferimenti geografici sul territorio e quindi non so se una parte della città o della provincia si trovi in un collegio o in un altro.

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