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politica

Elezioni: le proposte dei partiti sull’innovazione

Nella campagna elettorale delle mille promesse più o meno irrealizzabili c’è una voce che spicca per la sua assenza. Ed è la ricerca. Una variabile cruciale, a detta di tutti, per il rilancio del paese. Eppure, sempre da tutti, così dimenticata. Da qui la scelta del Sole 24 ore di interrogare i partiti sulle azioni per rilanciare l’innovazione. Dal basso del nostro 1,29% di spesa sul Pil rispetto alla media Ue del 2,03% e all’obiettivo, ormai irraggiungibile, di arrivare al 3% entro il 2020. Con un “filo rosso” che unisce tutte le risposte: salvare o incrementare il bonus per gli investimenti in R&S delle imprese come primo step di una collaborazione pubblico-privata sempre più stretta.

Articolo del Sole 24 Ore del 19 gennaio 2018
Ultimi commenti
  • romano trojanis |

    circa dieci anni fa,superato l’esame di Laurea con il massimo dei voti,il docente offrì al giovanotto di rimanere nel mondo universitario per portare avanti uno studio su quanto affrontato nella tesi . ” Grazie professore lei mi fa un grande onore,ma non posso accettare , devo pensare al futuro,vorrei mettere su famiglia !” Il buon Dio nel dispensare i ” Talenti ” non aveva previsto una situazione del genere. I Talenti non servono,non ti danno da mangiare . Oggi il giovanotto fa il professore per fortuna con passione . Ma quanti giovanotti in Italia guardandosi intorno hanno fatto la stessa scelta!
    Ci troviamo dinanzi al peggior crimine, sono state tagliate le ali a chi sapeva volare, si lavora per trasformare questo popolo meraviglioso in un “volgo disperso “.
    Tutta la classe politica è responsabile. Incapaci,bugiardi. Ognuno di loro potrebbe essere zittito in 30 secondi. Eppure parlano,parlano ancora.

  • desertoarido |

    Se ci aspettiamo che le nostre piccole/medie imprese,anche agevolandole,si mettano a fare ricerca ci sbagliamo di grosso.
    Non ne hanno la forza economica,non vogliono condividere con altri la propria esperienza,piuttosto vendono l’azienda.
    Eppure rappresentano,come numero,il 94% della nostra economia.
    Ci vogliono dei poli nazionali,uno per ciascun settore di ricerca,avviati e sostenuti dallo Stato in accordo con le imprese.
    Da essi la nostra economia ne può trarre vantaggio.
    Tali poli dovrebbero essere anche riferimento per le nostre università.
    I partiti sono assenti su questo perché tutto ciò non paga elettoralmente a breve.

  • Emilo Sassone Corsi |

    Serve un Ministero dedicato per l’Università e la Ricerca separato da quello dell’Istruzione.

  • Ludovico Caprara |

    Nessuno parla di riduzione della spesa pubblica, da fare prima di ogni altra ipotesi di nuove spese. Altrettanto ignorato il realizzato dai paesi PIGS, nonché il considerare possibili adozioni di quanto funziona in altri paesi EU nel settore.
    Siamo in uno Stato di polizia, ma tutti “solo parlano della vera evasione fiscale”e non fanno nulla a livello locale, dove e’ facile controllare, complice la corruzione delle amministrazioni locali. Parlano di sprechi regionali e di aste pubbliche truccate che giornalmente saltan fuori con avvisi di reato plateali della giustizia. Cosa fatto in materia? Da mani pulite in poi, protagonismo magistrati, che nulla hanno fatto per 40 anni (tranne biechi pretori d’assalto comunistoidi contro industriali o società) stando alla finestra nel gioco dei bussolotti per il potere tra i qpartiti corrotti. E poi lamentano il crescente rancore popolare e l’astensionismo che hanno creato e che, ancora, permette a loro e burocrati l’essere una categoria di privilegiati, sanguisughe dei cittadini tassati a morte. Parlano di diseguagianze sociali e povertà crescenti, che hanno creato loro disincentivando gli investimenti con leggi del lavoro assurde e sconosciute nei paesi civili. Basta così per ora.

  • EzioP1 |

    Il modello che i partiti presentano nel loro insieme prevede un organismo di coordinamento di quanto la ricerca ha in atto. E’ questo un incentivo alla razionalizzazione dei vari progetti, ma manca un incentivo e una organizzazione per la creatività e definizione dei progetti. Occorre cioè una organizzazione simile al DARPA degli USA, che promuove ricerche in diversi campi. Tanto per esemplificare quando anni fa il DARPA identificò la necessità di guida autonoma dei veicoli, emise un bando con un premio (pagamento su base del risultato) per le Università capaci di soddisfare alle specifiche di progetto. Ciò che venne poi lo sappiamo, e ora abbiamo “unmanned vehicle” che girano per cielo, terra e mare.

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