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economia

Commercio, alla Casa Bianca torna il protezionismo

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Nel 1944 gli Accordi di Bretton Woods inaugurano il percorso verso la globalizzazione; un cammino che passa attraverso numerosi accordi e che ora Donald Trump vuole stravolgere. È in buona parte per una visione dell’America dai toni decisamente mercantilistici e isolazionisti che gli elettori hanno consegnato al repubblicano le chiavi della Casa Bianca.

Il nuovo Presidente ha innanzitutto promesso di denunciare e rinegoziare gli accordi commerciali già siglati dagli Stati Uniti, a partire dal Nafta con Canada e Messico. Fuori anche dal Wto se le sue regole fossero di ostacolo all’obiettivo dichiarato di proteggere l’industria made in Usa.

Per proteggere l’occupazione americana Trump si è detto pronto a imporre dazi del 45% contro le importazioni dalla Cina e del 35% contro quelle dal Messico, minacciando penalizzazioni contro le società americane che spostano le proprie fabbriche a Sud del confine.

Nei confronti della Cina il Tycoon ha in serbo anche la “resa dei conti” sul tasso di cambio dello yuan, che Pechino terrebbe artificialmente basso. Nel 2015 gli Stati Uniti hanno registrato un deficit commerciale di 367 miliardi di dollari con Pechino, sui 531 totali. Un disavanzo che si attesta al -4.11% del Pil.

Articolo sul Sole 24 Ore del 10 novembre a pagina 4