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finanza

Brexit: le mappe del voto e le conseguenze in cinque grafici

La Gran Bretagna uscirà dall’Unione europea. Secondo i risultati ufficiali, citati da Sky News e Bbc, a favore dell’uscita del Regno Unito dalla Ue ha votato il 52% degli elettori britannici, contro il 48% a favore del `Remain´. Il distacco tra i due schieramenti è di un milione di voti.

 

Le mappe del voto di: Economist, New York Times, The Guardian e YouGov. Per fare una sintesi un po’ rude hanno votato per restare molti quartieri di Londra, la Scozia e i giovani.

 

Ecco cinque grafici che delineano l’impatto e le conseguenze.

Cosa succederà in caso di Brexit?

Il divorzio dall’Ue non sarà immediato: il premier David Cameron dovrà notificare la scelta al Consiglio europeo, composto da Capi di Stato e di governi dell’Ue e, solo da questo momento, inizierà l’iter di recesso, che potrebbe durare dai due ai cinque anni.

Scegliendo di abbandonare l’Ue, la Gran Bretagna diventerà un «Paese terzo» che dovrà ridefinire i suoi rapporti con la stessa. La trattativa si svolgerà secondo le regole previste dall’articolo 218 del Trattato e, al tavolo, siederanno la Commissione Ue e la Gran Bretagna; sarà il Consiglio Ue a decidere chi altro parteciperà.

Le conseguenze per studenti, lavoratori e turisti. 

Cambieranno molte cose soprattutto per studenti, turisti e imprese. Prima di tutto, gli studenti universitari europei verranno equiparati a quelli extra europei: di conseguenza la retta potrebbe passare da 9mila a 36mila sterline e, inoltre, perderebbero il diritto all’assistenza sanitaria gratuita. Chi lavora nel Regno Unito conserverà i diritti finora acquisiti perché ha dalla sua la Convenzione di Vienna del 1969, ma i problemi arrivano per chi ancora non si è trasferito. Per i turisti, le vacanze 2016-2017 non sono assolutamente a rischio, ma dal 2018 qualcosa cambierà: code più lunghe per i controlli di frontiera, visto turistico e così via…

Lo scenario per le aziende italiane 

Per le imprese potrebbero arrivare nuovi dazi e certificazioni obbligatorie, potrebbe inoltre cadere la tutela del brevetto europeo: servirebbero nuovi accordi bilaterali per le imposte indirette come Iva e dazi, sul modello della Svizzera. I big dell’auto (come Honda o Toyota), con circa 1,6 milioni di veicoli prodotti, potrebbero decidere di lasciare il Regno Unito in quanto lo sbarco nel continente potrebbe essere penalizzato da ingenti dazi. Anche i mercati potrebbero subire la decisione del referendum: in caso di Brexit si prevede una perdita del 20%, mentre in caso di Bremain un +15%. In ultimo, oltre 1.120 funzionari britannici dell’Ue potrebbero dover abbandonare le istituzioni per cui lavorano.

 

 

Ultimi commenti
  • ugo mecocci |

    interesse per conoscere futuro europeo per attivita italiane in europa e in GB /non ci aspettavamo un risultato del voto per tornare indietro nelle attività pro europa

  • leo |

    C’era da aspettarsela che queste sanguisughe prima o poi sarebbero usciti dall’Europa, a dire la verità erano entrati solo in parte questi sono un popolo che è campato sempre con le razie fatte nelle loro colonie sparse per il mondo e lo stesso volevano fare con l’Europa , quando hanno visto che non c’era trippa per gatti sono scappati, ma cosa volete da un popolo che nel 21° secolo adora ancora il re e la regina come fossimo nel medio evo .

  • lupodelupis |

    Cameron e’ il presidente del consiglio alla Tafazzi , ha chiesto lui il referendum ma ha sbagliato i conti e per di piu’ ha tolto il sospensorio e si e’ data una mazzata alle palle con una mazza da basebal , di coglioni non c’e’ solo Renzi , in Europa a ben guardare sono parecchi

  • eugenio |

    Finalmente!!!! Non sapete da quando aspettavo questo momento!! Finalmente sono fuori dall’Europa questi bastian contrari a tutto per partito preso e per servilismo verso gli americani!
    non se ne poteva più del loro pragmatismo egoista e cinico ne del loro rompere le uova nel paniere solo per tirare acqua al mulino di un nazione così retrograda da credere che la democrazia ce l’hanno solo loro e che gli italiani siano ancora fascisti e che i tedeschi abbiano ancora Hitler al governo!! Dico Basta ad una nazione che per trent’anni ha fatto da cavallo di Troia agli interessi delle multinazionali americane e giapponesi in Europa! E per finire vorrei vedere la Grande nazione inglese fra meno di dieci anni; quando cioe’ si siederà al tavolo di contrattazione per accordi bilaterali di libero scambio con paesi come Russia,Cina,Corea Giappone e Brasile e scoprirà che loro hanno il manganello più grosso del suo|

  • giampiero |

    Oggi la storia ha dimostrato che di presidenti del consiglio idioti ce ne sono anche in altri paesi europei, gente che con una promessa elettorale si è venduta 70 anni di storia faticosamente costruita in cambio di una sua elezione.

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