In quasi tutto il mondo le studentesse leggono meglio dei loro coetanei maschi. Secondo il Programma internazionale per la valutazione degli studenti (PISA) promosso dall’OCSE, dei 90 sistemi educativi analizzati nel 2025, ben 89 registrano un vantaggio femminile nelle competenze di lettura. Solo il Ruanda rappresenta un’eccezione, con un lieve vantaggio maschile. Si tratta di una tendenza globale che attraversa continenti, sistemi economici e modelli scolastici, anche se differenti. Un andamento che, soprattutto, continua ad ampliarsi.
Il PISA è la più grande indagine comparativa internazionale che coinvolge più di 760.000 studenti in 90 Paesi ed economie, rappresentando circa 33 milioni di quindicenni in tutto il mondo. Valuta in che misura essi abbiano acquisito le conoscenze e le competenze fondamentali e necessarie per una piena partecipazione alla vita sociale ed economica. Le discipline principali dell’indagine sono la matematica, la lettura e le scienze. La redazione di Info Data ha esaminato i risultati della ricerca e li riporta, con il supporto di alcuni grafici, per aiutare le lettrici e i lettori de Il Sole 24 Ore a comprendere le dinamiche in atto, come già fatto sugli argomenti che riguardano i giovani, l’educazione e il futuro in precedenti articoli.
Il nuovo divario educativo
I più recenti test PISA dimostrano che il 37% dei ragazzi nei Paesi OCSE non raggiunge la soglia minima di competenza nella lettura, contro il 25% delle ragazze. In altri termini, oltre un terzo degli studenti fatica a comprendere e utilizzare efficacemente le informazioni contenute in un testo scritto. I divari più ampi a favore delle ragazze hanno superato i 45 punti in sette sistemi dei novanta considerati. L’Italia non fa eccezione. Nei test PISA 2025 le ragazze italiane ottengono un punteggio medio di 488 punti contro i 460 dei ragazzi, con uno scarto di 28 punti e di poco al dì sopra della media dei Paesi industrializzati.
Il fattore scatenante, secondo la ricerca, potrebbe riguardare il coinvolgimento. L’UNESCO, infatti, sostiene che i ragazzi tendono a esprimere meno piacere e fiducia nella lettura, mentre una ricerca britannica rileva analogamente un minore piacere nella lettura tra i ragazzi. Questi studi suggeriscono che il divario non possa essere ridotto alla sola questione delle capacità.
Inoltre, secondo un altro studio, le differenze emergono ben prima dei 15 anni. La ricerca, condotta in diversi Paesi, ha rilevato un vantaggio delle ragazze nella lettura già dai primi anni della scuola primaria. Il divario, oltretutto, potrebbe eludere le prospettive future, con nette dicotomie che emergono nella partecipazione delle donne e degli uomini all’istruzione superiore. Le voci dei ricercatori, a riguardo, sostengono che la competenza nella lettura può influenzare l’accesso all’istruzione superiore e, di conseguenza, le prospettive di guadagno nel mondo del lavoro.
Le capacità dell’Asia
Se si osserva la graduatoria mondiale della lettura emerge un altro elemento significativo: la leadership asiatica. Singapore occupa il primo posto con un punteggio medio di 535 punti, seguita dalla Cina con 527. Completano le prime sei posizioni Taiwan, Giappone, Macao e Corea del Sud. Tutti sistemi educativi che hanno investito negli anni in programmi strutturati di alfabetizzazione e sviluppo delle competenze linguistiche.
La percezione non cambia spostando la lente d’ingrandimento sui risultati in matematica. Anzi, in questo caso, la leadership asiatica risulta schiacciante. La Cina, ad esempio, si colloca al primo posto nei risultati dei test matematici PISA con un punteggio medio di 612, e cioè quasi 150 punti al di sopra della media OCSE. Parallelamente ai risultati della lettura, i sistemi educativi asiatici occupano sette delle prime dieci posizioni, con Singapore, Macao e Taiwan che figurano tutti tra i primi quattro.
L’Europa, nelle prime dieci posizioni della lettura, compare con l’Irlanda, che raggiunge i 500 punti e precede Estonia e Regno Unito. L’Italia si colloca al sedicesimo posto, a quota 474 punti, leggermente sopra la media OCSE, pari a 461. Per i risultati in matematica, invece, troviamo il nostro Paese più in fondo nella classifica, al ventiquattresimo posto.
La geografia dei test PISA offre quindi una fotografia interessante: i Paesi che oggi guidano l’economia della conoscenza sono spesso gli stessi che investono maggiormente nella capacità degli studenti di comprendere, interpretare e analizzare informazioni complesse
Attraverso lo schermo
La diminuzione delle prestazioni nella lettura non è un fenomeno improvviso. Tra il 2015 e il 2025 il punteggio medio OCSE è sceso da 497 a 466 punti, registrando una perdita di 31 punti nell’arco di un decennio. Andamento che trova il medesimo sviluppo anche per i test di matematica: nell’ultima decade si è passati, in questo caso, dalla media di 496 del 2015 a 469 del 2025. Una progressione meno accentuata, ma comunque in diminuzione, si riscontra invece per le materie scientifiche.
I ricercatori affermano che il deterioramento era già in corso prima della pandemia. Tra le possibili spiegazioni figurano la crescente digitalizzazione delle attività quotidiane, l’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi e la progressiva riduzione della lettura per piacere.
Per approfondire.
I quindicenni del 2025 sono, in media, i peggiori per capacità di lettura, matematica e scienze