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Le economie più militarizzate del mondo? Non sono quelle che spendono di più

 

Quando si parla di spesa militare si guarda quasi sempre ai valori assoluti. Gli Stati Uniti spendono più di tutti. La Cina segue a distanza. Poi arrivano Russia, India, Arabia Saudita. Visual Capitalist ha realizzato questa infografica utilizzando i dati Sipri sui database di spesa militari relativi al 2024.

Ci si accorge che osservare solo i miliardi di dollari è un po’ come misurare una città contando le automobili. Si perde la proporzione.

Per capire quanto la difesa pesi davvero su un Paese bisogna confrontare la spesa militare con la dimensione dell’economia. È qui che la classifica cambia volto.

Secondo i dati SIPRI il Paese più militarizzato al mondo nel 2024 è l’Ucraina. La spesa per la difesa ha raggiunto il 34% del prodotto interno lordo. Significa che oltre un terzo di tutta la ricchezza prodotta in un anno è stato destinato allo sforzo bellico. Ricordiamo che nel febbraio del 2022 è stata invasa dalla Russia e quindi è in guerra. Al tempo stesso il conflitto con lo Stato guidato da Vladimir Putin viene generalmente fatta risalire nel 2014 quando la Russia occupò la Crimea dopo la rivoluzione di Maidan a Kiev

Ciòdetto er avere un termine di paragone, durante la maggior parte degli ultimi vent’anni i Paesi della NATO hanno considerato il 2% del PIL un obiettivo adeguato. L’Ucraina oggi viaggia a una quota diciassette volte superiore.

Quando la guerra entra nel PIL

La classifica racconta soprattutto una geografia dei conflitti. Dopo l’Ucraina troviamo Israele, con una spesa pari all’8,8% del PIL, e l’Algeria con l’8%. Seguono Arabia Saudita, Russia e Kuwait. In tutti questi casi la sicurezza nazionale occupa uno spazio economico che sarebbe difficile immaginare nelle economie occidentali. La Russia destina circa il 7,1% della propria produzione economica alla difesa. Una quota che aiuta a spiegare come il conflitto in Ucraina abbia progressivamente trasformato l’economia russa in un’economia di guerra. In altre parole, non è soltanto il bilancio della difesa a crescere. È l’intero sistema produttivo che viene orientato verso esigenze militari.

Gli Stati Uniti spendono di più, ma sono meno militarizzati

Qui emerge uno dei paradossi più interessanti. Gli Stati Uniti restano il primo investitore militare del pianeta in termini assoluti, con una spesa superiore a quella dei successivi Paesi messi insieme. Eppure la quota sul PIL si ferma intorno al 3,4%. La differenza è tutta nella scala dell’economia americana. Quando il denominatore è enorme, anche una cifra gigantesca pesa relativamente meno. È la differenza tra il volume e la concentrazione. Gli Stati Uniti sono il più grande mercato della difesa del mondo. L’Ucraina è l’economia in cui la difesa occupa la porzione più ampia delle risorse disponibili. Due misure diverse raccontano due storie diverse.

La nuova geografia della sicurezza

Guardando la mappa emerge un altro elemento. Le economie più militarizzate si concentrano lungo alcune grandi linee di frattura geopolitica. L’Europa orientale segnata dalla guerra russo-ucraina. Il Medio Oriente attraversato da conflitti e rivalità regionali. Il Nord Africa, dove la spesa militare è diventata una componente strutturale delle strategie statali.

La militarizzazione, in questo senso, si comporta come una pressione atmosferica. Non si distribuisce uniformemente sul pianeta. Si addensa nelle aree dove il rischio percepito è maggiore.

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