La Nasa e l’Esa hanno rilasciato due immagini della stessa porzione di cielo: la nebulosa M78. A sinistra c’è il vecchio Hubble, il telescopio che ha definito la nostra idea di spazio per trent’anni. A destra c’è il James Webb Space Telescope (JWST).
Il risultato? Mettiamola così: Hubble vede il fumo, Webb vede l’incendio.
Lo Spiegone: questione di lunghezza d’onda Perché le immagini sono così diverse? Non è (solo) questione di megapixel. È fisica. Hubble osserva principalmente nello spettro del visibile. Vede quello che vedrebbero i nostri occhi se fossero grandi come uno specchio di 2,4 metri orbitante. M78 è una “nebulosa a riflessione”: nuvole di polvere che riflettono la luce delle stelle vicine. Risultato per Hubble: forme spettrali, eteree, scure. Vede la nebbia, ma non cosa c’è dentro. Webb, invece, lavora nell’infrarosso. Il suo specchio da 6,5 metri placcato oro cattura il calore, non solo la luce. E la radiazione infrarossa ha un superpotere: buca la polvere.


L’immagine a sinistra utilizza i dati della Near-InfraRed Camera ( NIRCam ) e del Mid-InfraRed Instrument ( MIRI ) di Webb. L’immagine a destra mostra una porzione dell’immagine di Hubble di questa stessa regione, presentata come immagine per il 25° anniversario di Hubble nel 2015.
I numeri della “nursery” M78 si trova a 1.350 anni luce da noi, parcheggiata comodamente nella costellazione di Orione. È una nursery stellare. Lì nascono le stelle. Nello scatto di Webb (che è un mosaico di dati degli strumenti MIRI e NIRCam), quella che per Hubble era una caverna buia diventa un technicolor psichedelico. Webb ha scovato stelle che Hubble non poteva vedere. Ha individuato dischi protoplanetari (i mattoni dei futuri sistemi solari) e getti di gas emessi dalle stelle neonate.
L’investimento Il James Webb è costato quasi 10 miliardi di dollari e ha accumulato anni di ritardo sulla tabella di marcia. Guardando queste due foto affiancate, capiamo dove sono finiti i soldi. Non stiamo comprando sfondi per il desktop più carini. Stiamo comprando dati. Hubble ci mostrava la morfologia della polvere; Webb ci mostra la dinamica della formazione stellare.
Hubble resta un gigante, sia chiaro. Ma la pensione si avvicina. Webb ha appena acceso la luce in una stanza che era rimasta al buio per miliardi di anni. E lo spettacolo è appena iniziato.
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