I dati contenuti nel grafico che apre questo pezzo rappresentano allo stesso tempo il sogno di tutti i bambini non italiani e la disperazione di tutti i genitori italiani: non c’è un paese tra i 27 che compongono l’Unione europea nel quale le vacanze scolastiche estive durino più che nel nostro. Qui infatti le scuole chiudono i battenti per 14 settimane l’anno: non c’è un altro paese europeo dove avvenga lo stesso.
Malta, Lettonia e Cipro si avvicinano, con le lezioni che si fermano per 13 settimane durante l’estate. Si fermano invece per 12 settimane Lituania, Grecia, Estonia e Croazia. All’estremo opposto ci sono Danimarca, Germania e Paesi Bassi, dove le vacanze estive durano appena 6 settimane. Ne hanno a disposizione otto gli studenti belgi e francesi, nove quelli slovacchi, polacchi, lussemburghesi, cechi e austriaci.
I dati non dicono se e quanto gli studenti del resto d’Europa recuperino in altri momenti dell’anno le vacanze che non possono svolgere durante l’estate. Ma si limitano a confermare che i bambini italiani sono quelli che si fermano di più durante l’estate. Oltre all’invidia dei coetanei europei e alle difficoltà dei genitori alle prese con campi estivi e oratori feriali.
Una circostanza che da tempo è al centro del dibattito, con raccolte di firme per accorciare la pausa estiva delle scuole, l’ultima lanciata da Confartigianato Piemonte nel giugno scorso. E un progetto lanciato in Emilia Romagna che da quest’anno vedrà gli studenti tornare in classe già dal 31 agosto.