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tecnologia

Cinque prompt per cambiare look e qualche avvertenza.

Fino a poco tempo fa servivano competenze di fotoritocco, software costosi e parecchia pazienza. Oggi basta una foto e qualche riga di testo. Puoi chiedere all’intelligenza artificiale di trasformarti in un astronauta della NASA, in un protagonista di un anime anni Novanta o nel soggetto di un ritratto rinascimentale. In pochi secondi. La novità non è solo tecnica. È culturale.

Strumenti come ChatGPT e Gemini hanno reso la generazione e la manipolazione delle immagini accessibile a chiunque. Non è una notizia. Lo abbiamo imparato bene. Non servono più competenze avanzate: basta scrivere un prompt. Le nuove funzioni di editing, sempre più sofisticate, permettono di mantenere dettagli coerenti del volto, delle espressioni e perfino dello stile personale. Il risultato è che il confine tra fotografia e contenuto sintetico si sta assottigliando rapidamente.

È qui che il gioco smette di essere solo intrattenimento.

Caricare una propria immagine dentro un sistema di AI significa consegnare un dato altamente sensibile: il proprio volto. Non si tratta soltanto di una fotografia, ma di un elemento identitario che può essere analizzato, modificato, replicato e inserito in contesti completamente nuovi.

Le domande, i prompt da porsi sono almeno tre.

La prima riguarda la privacy. Dove finisce l’immagine caricata? Viene conservata? Per quanto tempo? Può essere utilizzata per migliorare i modelli? Ogni piattaforma ha regole diverse e leggere le condizioni di utilizzo non è più un dettaglio per esperti.

La seconda riguarda la sicurezza. Il volto è uno dei dati biometrici più delicati. In un contesto in cui i deepfake sono sempre più realistici, distinguere tra uso creativo e uso improprio diventa fondamentale. La stessa tecnologia che permette di creare un meme divertente può anche essere usata per costruire contenuti ingannevoli o manipolativi.

La terza riguarda il controllo. Di chi è l’immagine generata? Dell’utente che ha caricato la foto? Della piattaforma che l’ha elaborata? Oppure del modello che l’ha prodotta? La risposta non è ancora così semplice, né dal punto di vista legale né da quello etico.

La vera rivoluzione dell’AI generativa non è soltanto che oggi possiamo creare immagini migliori in meno tempo. È che stiamo ridefinendo il rapporto tra identità, rappresentazione e fiducia visiva.

In altre parole: non stiamo solo imparando a generare immagini. Stiamo imparando a convivere con un mondo in cui vedere non basta più per credere. Ora cinque prompt che ho preso da creator che sui social  hanno pubblicato le loro creazione. Non ho fatto altro che adattarli aggiungendo una mia immagine.

 

 

Use this photo. Romance book stock photo. close-up of a masculine blonde man wearing a tailored suit, against a white background with soft lighting, texture on skin. this portrait photography, captured with a leica lens, is in black and white with high contrast and low saturation, highlighting the subject’s masculine side –ar 9:16

 

 

Crea un ritratto cinematografico iper-realistico in stile low-key basato sull’immagine di riferimento caricata. Mantieni tutto esattamente uguale: inquadratura verticale, ritaglio dal corpo intero alle ginocchia, posizionamento del soggetto al centro, posa in profilo laterale, sfondo nero scuro, forte luce tubolare bianca orizzontale dietro il soggetto, fumo/nebbia intorno alla luce posteriore, bagliore sottile della lente, ombre profonde, composizione minimalista, alto contrasto e atmosfera editoriale misteriosa.
Sostituisci solo la persona originale con il personaggio dall’immagine di riferimento target appena caricata. Preserva l’identità facciale reale del personaggio target, la forma del viso, l’acconciatura, la linea dei capelli, la fronte, il naso, le labbra, la linea della mascella, il mento, il tono della pelle adattato naturalmente all’illuminazione low-key e qualsiasi peluria facciale se presente. Il personaggio target deve rimanere riconoscibile pur apparendo per lo più in silhouette.
Il personaggio target deve mantenere esattamente la stessa posa e posizione: in piedi eretto in vista di profilo, rivolto verso il lato destro, spalle rilassate, testa in piano, corpo immobile, mani naturalmente abbassate o in tasca a seconda della silhouette, con un’espressione calma, seria ed elegante. Il profilo laterale del viso deve rimanere pulito e chiaramente delineato contro la luminosa luce posteriore.
Cambia solo l’abbigliamento in base al personaggio target, scegliendo l’elegante outfit scuro più adatto a questa scena. Preferisci una giacca nera o molto scura su misura, giacca da completo, cappotto lungo o pezzo di moda formale minimalista che preservi la stessa silhouette raffinata. L’outfit deve rimanere sottile e per lo più scuro, senza dettagli distraenti, in modo che l’effetto silhouette rimanga dominante.
Mantieni esattamente la stessa configurazione di illuminazione: una barra di luce orizzontale luminosa che corre dietro il soggetto al livello del torso superiore, creando una silhouette laterale illuminata ai bordi; fumo o nebbia morbida che si diffonde intorno alla luce; surroundings estremamente scuri; illuminazione frontale molto limitata; e un lieve bagliore cinematografico della lente vicino all’area del petto inferiore. Mantieni invariata la densità del fumo, l’intensità della luce posteriore, l’inquadratura e l’umore drammatico.
Non cambiare lo sfondo, il fumo, la posizione della barra luminosa, l’intensità della luce, l’angolo della camera, il ritaglio, la posa, il posizionamento del soggetto, la palette dei colori, il contrasto o l’atmosfera. Sostituisci solo la persona e adatta l’abbigliamento al personaggio target.

 

 

Use this photo Portrait with motion blur, head and hair in movement, focus on the face while hair is moving, surroundings blurred, captured as if between frames, cinematic editorial style, suitable for fashion magazines, perfume or hair campaigns. ar 16:12

 

Use this photo Portrait with motion blur, head and hair in movement, focus on the face while hair is moving, surroundings blurred, captured as if between frames, cinematic editorial style, suitable for fashion magazines, perfume or hair campaigns. ar 16:12

 

Quest’ultima è piuttosto inquietante.  Ma di chi sono queste presunte “opere” d’arte?

Se la fotografia l’hai scattata tu (o ne possiedi i diritti), resti titolare del copyright dell’immagine originale. Se la trasformi con l’AI — ad esempio in stile anime o rinascimentale — in genere mantieni diritti sull’opera derivata, salvo le condizioni del servizio usato.

Caso tipico: fai un selfie, lo carichi su un tool AI, chiedi “trasformami in astronauta”.
La base è tua, quindi il punto di partenza legale è abbastanza chiaro.

La foto non è tua
Qui la situazione cambia. Se usi una foto scattata da un fotografo professionista, presa da social o da internet, non puoi trasformarla liberamente con l’AI senza autorizzazione. Anche se l’output finale è molto diverso, l’opera originale potrebbe restare protetta.

Esempio: prendi una foto di Brad Pitt trovata online e la trasformi in manga.
Potresti violare sia il copyright della foto sia i diritti di immagine del soggetto.

Quanto interviene l’AI?
Questo è il punto più controverso.

In molti ordinamenti, inclusa l’European Union, il diritto d’autore tutela opere con un contributo creativo umano riconoscibile. Se l’immagine finale è generata quasi interamente dalla macchina con input minimo (“fammi un ritratto fantasy”), il copyright sull’output potrebbe essere debole o addirittura assente. A questo proposito un consiglio per la lettura è leggere la nostra guida sulle nuove misure che verranno adottate in Europa.

Per approfondire.

AI Act, come andranno etichettati testi, immagini e video generati dall’Ai. La nostra guida

Cinque prompt per mettere alla prova Gemini Omni

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