Le montagne cambiano forma lentamente. Ma quando si parla di ghiacciai alpini, il tempo geologico sta accelerando.
FlowingData ha rilanciato una visualizzazione realizzata per Bloomberg da Laura Millan, Kyle Kim e Armand Emamdjomeh che mostra, ghiacciaio per ghiacciaio, come potrebbe cambiare il paesaggio alpino entro la fine del secolo.
L’infografica è costruita come una sovrapposizione temporale. Il contorno esterno rappresenta l’estensione dei ghiacciai nel 2010. L’area blu piena indica invece la superficie che i modelli climatici stimano resterà nel 2100. Lo spazio tra le due forme racconta la perdita di ghiaccio: una sottrazione geografica che diventa immediatamente visibile.
L’effetto è simile a osservare una fotografia e il suo negativo nello stesso istante. Non serve leggere numeri o percentuali: il confronto tra i due perimetri trasforma una previsione climatica in una misura spaziale.
Dietro la grafica c’è un lavoro di modellazione che combina osservazioni glaciologiche e proiezioni climatiche per stimare l’evoluzione futura dei ghiacciai alpini. L’obiettivo non è soltanto mostrare la riduzione delle masse glaciali, ma evidenziare le conseguenze sul territorio. Bloomberg collega infatti il ritiro dei ghiacci all’aumento del rischio di frane, crolli rocciosi e valanghe nelle aree alpine, fenomeni che possono minacciare infrastrutture e centri abitati a valle.
La visualizzazione appartiene a una famiglia di grafici che negli ultimi anni è diventata sempre più frequente nel giornalismo dei dati: rappresentare il cambiamento climatico non come una serie storica, ma come una trasformazione fisica del paesaggio. Invece di mostrare una curva che sale o scende, si mostra ciò che scompare.
Non è un dettaglio. I ghiacciai sono spesso descritti in gigatonnellate perse o in variazioni percentuali. Numeri corretti ma difficili da immaginare. Una mappa, invece, traduce il dato in territorio. È la differenza tra leggere il saldo di un conto corrente e vedere quali stanze della casa vengono progressivamente svuotate.
Secondo le proiezioni utilizzate nell’infografica, molte delle lingue glaciali che oggi caratterizzano le Alpi potrebbero ridursi drasticamente entro il 2100. La mappa non mostra soltanto dove c’è ghiaccio oggi. Mostra dove non ci sarà più.
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