Diecimilatrentasette persone vivono in condizioni di povertà estrema. La maggior parte di loro sono uomini, di nazionalità straniera e con un’età che si aggira tra i trentuno e i sessant’anni. La disponibilità di posti letto nelle strutture di accoglienza notturna è pari a 6.678 unità, dimostrando quanto risultino inferiori – parliamo di circa tremilatrecento posti letto mancanti – le possibilità di accoglienza nelle aree metropolitane rispetto al numero complessivo delle persone senza dimora.
È questa la fotografia scattata dall’Istituto nazionale di statistica, l’Istat, in collaborazione con la fio.Psd-Ets (Federazione italiana organismi per le persone senza dimora), in un’indagine radicata sulle maggiori aree metropolitane, da Nord a Sud del Paese, che ci permette di capire quali sono le numeriche del fenomeno, quante strutture di accoglienza sono attualmente attive, qual è la loro capienza e quali sono le loro criticità. Noi della redazione di Info Data abbiamo studiato le rilevazioni dell’Istituto e vi riportiamo di seguito quanto analizzato, insieme ad alcuni grafici per comprendere al meglio gli estremi del fenomeno.
La strada, per chi non ha dimora
Tra le persone senza dimora, quelle per cui è stato possibile individuare la loro sistemazione, quasi la metà (precisamente il 48,7%) si trova in spazi pubblici privi di qualsiasi riparo. In particolare, secondo quanto riportato nell’indagine Istat, le sistemazioni più frequenti sono quelle relative a giacigli di fortuna collocati direttamente su strada (che costituiscono il 35% del totale), seguite dai giacigli in aree verdi (11,4%) o, in misura minore, nei parcheggi (2,2%).
L’incidenza delle sistemazioni in spazi pubblici senza riparo supera il 40% nella maggior parte dei Comuni. La netta prevalenza delle sistemazioni in spazi senza riparo caratterizza alcune città del Sud, come Catania (61,3%), Napoli (57,9%) e Bari (58,5%). Un’eccezione è data da Venezia, dove l’incidenza degli spazi aperti (44,8%) supera nettamente quella degli spazi riparati.
Ad ogni modo, nel complesso, il numero di individui che vivono per strada varia in modo significativo tra le città. Il triste primato spetta alla Capitale, Roma, che supera il migliaio di persone rilevate (parliamo di 1.299 senzatetto). In altre tre città si registrano oltre 500 persone senza dimora e che vivono per strada: Milano (601), Napoli (566) e Genova (529).
Numero e capacità delle strutture
Delle oltre diecimila persone senza dimora, più di cinquemilacinquecento sono ospitate in strutture (e cioè il 55,4% del totale), mentre più di quattromilaquattrocento sono state conteggiate in strada, in spazi pubblici o in sistemazioni di fortuna. Secondo quanto riportato dall’Istituto, la capienza media, pari a 30,8 posti per struttura, è sintomo di quanto siano diverse le dimensioni delle strutture di accoglienza in tutto il territorio nazionale. Infatti, nove strutture hanno un numero di posti letto superiore a 100, mentre le altre sono decisamente più piccole, arrivando anche a una dimensione massima di appena tre persone.
Inoltre, a quanto pare, la numerosità e la dimensione delle strutture variano in maniera marcata sul territorio: si passa da una capienza media che supera le 50 persone per Milano a valori inferiori a 20 persone nel caso di Genova, Cagliari, Catania e Reggio Calabria. La capienza media è elevata anche a Palermo e Firenze, mentre a Roma, dove si registra il più elevato numero di strutture, la capienza è mediamente più bassa (29,5 ospiti).
Chi sono gli invisibili?
Durante l’indagine, nella maggior parte dei casi riportati dall’Istituto statistico, le persone intercettate dormivano, apparivano addormentate o, se sveglie, non hanno interagito oppure hanno mostrato scarsa lucidità (dovuta, ad esempio, a malessere fisico o ad alterazione). Solo il 16,7% ha cercato un’interazione e dimostrato anche lucidità. Trattandosi di un conteggio basato sull’osservazione diretta in contesti e condizioni particolari, le caratteristiche individuali, come il genere, la fascia di età o la nazionalità, non sempre sono state individuate.
Partendo da questi presupposti, per quel che si è potuto fare in termini di rilevazione, possiamo dire che sul totale dei casi per cui l’età è stata rilevata, la maggior parte appartiene alla fascia di età 31–60 anni (parliamo del 73,2%), seguita dai giovani 18–30 anni (16,2%) e dagli over 60 (10,6%). La fascia adulta (31–60 anni) è la più frequente in tutti i Comuni, con percentuali superiori al 75% a Torino, Genova e Venezia. La fascia più giovane è significativamente elevata a Cagliari (pari al 44% del totale) e Messina (45,5%), ma anche a Firenze (29%) e a Milano (21%). La presenza di over 60 caratterizza soprattutto Bari (25,8%) e Catania (18,8%).
Per oltre la metà dei casi conteggiati in strada non è stato possibile acquisire informazioni sulla nazionalità, sebbene la situazione vari a seconda della città. Tra coloro per i quali è stato possibile registrare questa informazione, la presenza di chi ha una nazionalità straniera risulta prevalente, con una quota complessiva pari al 70,6%.
Infine, la maggior parte dei senza dimora sono uomini (il 67,3% del totale). Sono, invece, 447 le donne individuate con certezza, pari al 9% del totale delle persone conteggiate in strada. Per il 23,8% restante non è stato possibile identificare il sesso.
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