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tecnologia

Anthropic lancia Claude Sonnet 4.6: le prestazioni si avvicinano a Opus e il prezzo non cambia

Martedì 17 febbraio  Anthropic annuncia Claude Sonnet 4.6, il più potente modello della linea Sonnet finora. Non è solo un aggiornamento incrementale: è un upgrade trasversale che tocca coding, uso del computer, ragionamento su lunghi contesti, pianificazione agentica e attività di knowledge work.

Diventa il modello predefinito su claude.ai ed è disponibile su tutti i piani in Claude Code e Cowork. Il prezzo resta invariato rispetto a Sonnet 4.5: 3 dollari per milione di token in input e 15 dollari in output. Ma le prestazioni si avvicinano alla classe Opus.

Ecco cosa cambia, in cinque punti.

1. È il nuovo default (senza aumento di prezzo)

Sonnet 4.6 sostituisce automaticamente il modello precedente su claude.ai e Claude Cowork. Non è una versione “premium”: è lo standard.

Il punto chiave è economico oltre che tecnico. Fino a ieri, per ottenere prestazioni di alto livello in attività professionali complesse bisognava scegliere un modello Opus. Con 4.6, capacità quasi da top di gamma diventano accessibili al prezzo Sonnet.

Una ridefinizione del rapporto costo/intelligenza.

2. Coding più maturo e meno allucinazioni

Nei test su Claude Code, gli sviluppatori hanno preferito Sonnet 4.6 a Sonnet 4.5 circa il 70% delle volte. Rispetto al predecessore legge meglio il contesto prima di modificare il codice, consolida la logica condivisa invece di duplicarla e segue le istruzioni in modo più preciso, riducendo overengineering e “pigrizia” operativa. Inoltre produce meno false dichiarazioni di successo e abbandona meno task al primo ostacolo. In molti casi è stato preferito anche a Claude Opus 4.5, il modello più avanzato rilasciato a novembre 2025.

3. Usa il computer come una persona

Quasi ogni organizzazione utilizza software legacy senza API moderne. In passato, per farli usare da un’AI servivano connettori su misura.

Un modello capace di usare il computer come un umano cambia lo scenario: niente interfacce speciali, solo mouse e tastiera virtuali.

Il benchmark di riferimento è OSWorld, che valuta centinaia di task su software reali come Chrome, LibreOffice e VS Code in un ambiente simulato.

Il punteggio medio umano è circa 72%. In sedici mesi, la famiglia Sonnet ha colmato il divario fino a raggiungere quella baseline.

Non significa che 4.6 eguagli i migliori professionisti, né che OSWorld copra ogni aspetto dell’uso del computer. Ma segnala che l’automazione “via schermo” è già concretamente utile in molte attività operative.

Restano i rischi, come le prompt injection nascoste nelle pagine web, che possono tentare di manipolare il modello.

4. Un milione di token (e pianificazione di lungo periodo)

La finestra di contesto da 1 milione di token consente di caricare intere codebase, contratti complessi o decine di articoli scientifici in un’unica richiesta. La novità non è solo la quantità, ma la qualità del ragionamento lungo tutto il contesto. Nel test Vending-Bench Arena — simulazione competitiva di gestione aziendale — Sonnet 4.6 ha sviluppato autonomamente una strategia in due fasi: investimenti aggressivi iniziali per aumentare capacità e virata finale verso massimizzazione dei profitti, con aumento prezzi e stop agli acquisti. Risultato: ha superato Opus 4.6 e Sonnet 4.5. Un esempio concreto di pianificazione agentica di lungo orizzonte.

5. Aggiornamenti su API, ricerca web ed Excel

Le novità riguardano anche la piattaforma e in particolare la Claude Developer Platform che introduce il supporto beta al contesto da 1 milione di token insieme ad adaptive ed extended thinking e alla context compaction che riassume automaticamente il contesto meno recente man mano che si avvicina ai limiti Nelle API gli strumenti di web search e fetch ora scrivono ed eseguono codice per filtrare i risultati mantenendo solo i contenuti rilevanti mentre code execution memoria tool calling e tool search diventano generalmente disponibili Per gli utenti di Claude in Excel l’add in supporta ora i connettori MCP consentendo di integrare dati e strumenti esterni senza uscire dal foglio di calcolo e di riutilizzare automaticamente le connessioni già configurate in claude ai

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