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Negli Stati Uniti, un’applicazione sviluppata dalla società tecnologica Palantir sta suscitando crescenti preoccupazioni per l’uso dei dati sanitari

Negli Stati Uniti, un’applicazione sviluppata dalla società tecnologica Palantir sta suscitando crescenti preoccupazioni per l’uso dei dati sanitari dei cittadini a fini di immigrazione. Secondo un’inchiesta del sito 404 Media , l’app – chiamata Enhanced Leads Identification and Targeting for Enforcement (ELITE) – consente agli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) di individuare e arrestare persone ritenute immigrati irregolari, sfruttando informazioni tratte dai registri sanitari di milioni di americani.

Secondo l’inchiesta, ELITE raccoglierebbe nomi, indirizzi, foto e altre informazioni dai registri sanitari e da database pubblici e commerciali. L’app funziona in modo simile a Google Maps, evidenziando le aree con maggiore densità di individui “detenibili” e generando dossier individuali con nomi, fotografie e un “punteggio di presenza” per valutare la probabilità che la persona sia in casa. Sempre secondo l’inchiesta di 404, l’applicazione sarebbe stata utilizzata anche in operazioni recenti, come una retata in Oregon nell’ottobre 2025, che ha portato all’arresto di 30 persone.

L’emergere della vicenda segue la morte di Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva di 37 anni, ucciso dagli agenti ICE a Minneapolis nel fine settimana, aumentando la pressione sull’agenzia federale e sulla gestione dei dati sensibili. Questa pratica mette a rischio non solo gli immigrati senza documenti, ma anche i cittadini americani, inclusi i bambini il cui status potrebbe essere revocato a seguito di ordini presidenziali controversi, come quello del 19 febbraio 2025 che revoca la cittadinanza alla nascita per figli di genitori entrambi non cittadini americani.

Un portavoce del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) contattato dal British Medical Journal non ha chiarito quali informazioni siano state fornite all’ICE, ma ha affermato che la condivisione delle informazioni era consentita dalla legge nazionale.

Chi è Palantir

Facciamo un passo indietro e vediamo chi è Palantir (che opera da oltre 20 anni). Palantir Technologies è una società statunitense specializzata in software per l’analisi di grandi quantità di dati. Fondata nel 2003 da Peter Thiel e Alex Karp, sviluppa piattaforme che integrano informazioni provenienti da fonti diverse, pubbliche e private, per supportare decisioni strategiche e operative.
Palantir offre due piattaforme principali, Gotham e Foundry, che si rivolgono a utenti e scopi molto diversi, pur condividendo alcune tecnologie di base. Gotham è pensato soprattutto per governi e agenzie di sicurezza, come polizia, intelligence o difesa. Il suo obiettivo principale è supportare indagini e operazioni di sicurezza, aiutando a collegare grandi quantità di dati eterogenei per individuare pattern, relazioni tra persone o entità, e potenziali minacce. Gotham lavora spesso su dati sensibili o classificati e viene utilizzato, ad esempio, per antiterrorismo, gestione delle emergenze o indagini criminali complesse. Foundry si rivolge invece principalmente ad aziende e organizzazioni pubbliche non strettamente legate alla sicurezza.

Che cosa era successo a luglio 2025

Secondo un accordo rivelato a luglio 2025, il Department of Health and Human Services (HHS) ha reso disponibili a ICE i dati personali di circa 79 milioni di beneficiari di Medicaid, inclusi nomi, indirizzi, razza ed etnia, con l’obiettivo dichiarato di individuare frodi. Tuttavia, documenti interni e un accordo scritto tra ICE e il dipartimento suggeriscono che il vero scopo fosse l’enforcement sull’immigrazione, per individuare e deportare persone presenti illegalmente negli Stati Uniti.
La maggior parte dei beneficiari di Medicaid sono cittadini statunitensi, ma il programma copre anche alcuni immigrati. Sono eleggibili i titolari di green card e gruppi nazionali con status di rifugiato protetto, come haitiani e afghani.

Il trasferimento massivo dei dati – senza annuncio pubblico e contestato da almeno 20 stati a guida democratica con una causa legale – è senza precedenti. Tradizionalmente, la condivisione di dati Medicaid avveniva solo caso per caso, per sospette frodi. I Centers for Medicare and Medicaid Services (CMS), il dipartimento che gestisce Medicaid, avevano tentato di resistere alla consegna dei dati, riportava sempre il British Medical Journal.

Che cosa consente la legge americana (è bene saperlo)

La legge statunitense consente la condivisione dei dati Medicaid a fini di enforcement, anche se finora questo avveniva solo caso per caso, riguardando persone sospettate di frodi. Il trasferimento massivo di dati per scopi non collegati al programma Medicaid è quindi senza precedenti e, secondo i critici, rappresenta una minaccia per i diritti di milioni di persone, inclusi bambini attualmente cittadini statunitensi, la cui cittadinanza la amministrazione Trump sta cercando di revocare.
Secondo la legge federale, Medicaid copre anche cure di emergenza salvavita per chiunque si trovi sul territorio statunitense, inclusi gli immigrati senza documenti. Ma secondo il nuovo accordo, chiunque cerchi cure d’emergenza avrà il proprio indirizzo e altri dati identificativi rivelati a ICE.
John Howard, specialista in privacy dei dati sanitari presso l’Università dell’Arizona, ha spiegato sulle pagine di BMJ che, sebbene la condivisione interagenzia dei dati delle cartelle cliniche sia legale e probabilmente coperta dal Privacy Act piuttosto che dall’Health Insurance Portability and Accountability Act, potrebbe danneggiare la fiducia delle persone nell’assistenza sanitaria. “Se una popolazione non si fida di un sistema sanitario che protegga sé stessa e le sue informazioni, potrebbe verificarsi una perdita di fiducia in quel sistema”, ha dichiarato al BMJ.
Questo, ha sottolineato, era uno degli scopi dell’Health Insurance Portability and Accountability Act, promulgato nel 1996 per proteggere i dati dei pazienti. La legge pone limiti alla divulgazione delle informazioni sanitarie, ma non copre tutti i dati detenuti dalle agenzie sanitarie e non si applica equamente a tutti i dipartimenti governativi.