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economia

I giovani hanno sensibilità ambientale? L’analisi di Openpolis

La sensibilità ambientale cresce tra i giovani. In Italia il 17,4% di coloro che segnalano problemi di inquinamento nella zona dove vivono, ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni.

Un dato superiore sia a quello relativo alla media della popolazione italiana, pari al 15,2%, sia alla media dei coetanei europei che si ferma al 14,3%. È quanto evidenziano le elaborazioni di Openpolis – “Con i Bambini su dati Eurostat” e “Con i Bambini su dati Mim” in cui emerge che il 13,7% della popolazione europea ha segnalato nella zona in cui vive la presenza di problemi ambientali, causati da fattori come l’inquinamento.

Nel confronto tra i Paesi dell’Unione europea, l’Italia è al quarto posto dopo Malta con il 30,4% di giovani 16-24 anni che rilevano problemi ambientali dove vivono, la Grecia con il 22,8% e la Francia con  20,9%. Il nostro Paese, dove il tema dell’inquinamento è particolarmente sentito, è sopra la media europea e molto distante dagli Stati che, nel contesto continentale, si caratterizzano per una bassa quota di giovani cittadini che vivono in aree con problemi ambientali o d’inquinamento. Come la Svezia, dove nel 2020 le criticità sono state segnalate dal 2,7% delle ragazze e dei ragazzi.

 

                                     

C’è anche un altro aspetto, e riguarda l’inquinamento atmosferico in presenza delle scuole. «In media, nell’anno scolastico 2022/23, tale condizione è stata dichiarata per il 2,4% degli edifici scolastici - ricostruisce il documento -. Parliamo di poco meno di mille edifici sui circa 40mila attivi nel nostro paese in quell’anno. Questo problema non è presente nel 96,7% dei casi, mentre per 356 strutture (lo 0,9% del totale) tale informazione non è disponibile».

Tra le regioni, è la Liguria quella con più edifici scolastici prossimi a fonti di inquinamento atmosferico con il 5,2% del totale, seguita da Lazio  con il 4,6%, Puglia 3,8%, Lombardia ed Emilia-Romagna entrambe al 3,6%. Sotto l’1% invece Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Umbria, Calabria e Molise.

«Il problema dell’inquinamento riguarda soprattutto le scuole collocate nelle città. Tra i capoluoghi la quota di edifici vicini a fonti inquinanti è più doppia rispetto la media: 5,5% - conclude il documento -. Si abbassa invece al 1,5% tra i comuni non capoluogo. Nei territori periferici e ultraperiferici, distanti più di 40 minuti, se non oltre un’ora, dalle città polo più vicine,  la quota di edifici prossimi a fonti di inquinamento scende sotto l’1%».