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tecnologia

Perché l’Ai Act è una buona notizia per tutti. In un grafico

Perché come si capisce immediatamente da questo grafico pubblicato su X dal commissario europeo al Mercato Interno, Thierry Breton l’AI Act è la prima legge al mondo per regolamentare l’intelligenza artificiale. Si discute dall’aprile del 2021, l’arrivo nel novembre dell’anno scorso dei foundation models alla base dei modelli di linguaggio di grandi dimensione come appunto ChatGPt e Bard ha allungato ulteriormente i tempi. Poi il negoziato fiume che ha sciolto gli ultimi nodi e dopo 36 ore si è arrivato all’accordo politico. Il testo sarà affinato dai tecnici chiamati a scrivere la versione definitiva della legge, che dovrà poi essere approvata sempre dal Parlamento e dal Consiglio europeo.

 

Perché è una buona notizia.

Questa legge assicura che i diritti e le libertà siano al centro dello sviluppo di questa tecnologia rivoluzionaria, garantendo un bilanciamento tra innovazione e protezione. Il principio alla base come nel caso della Gpr è quello della responsabilizzazione e dell’autovalutazione. Vuole dire che salvo eccezioni le aziende che producono Ai devono essere in grado di dimostrare che il modo in cui sono arrivati a sviluppare la tecnologia non leda i diritti fondamentali e non costituisca un rischio per le persone. Vuole dire in altri termini mantenere al centro della protezione normativa, la tutela dell’integrità e dei diritti dell’individuo.  L’Ai Act adotta  un approccio “basato sul rischio” per regolamentare l’Ai, concentrandosi sulle applicazioni con il maggior potenziale di danno umano. Sono considerati ad “alto rischio” quei sistemi di IA che influiscono in modo negativo sulla sicurezza o sui diritti fondamentali, come infrastrutture critiche, educazione, risorse umane e mantenimento dell’ordine. Last but not least l’AI Act stabilisce un regime di sanzioni per la non conformità, con multe significative per garantire il rispetto delle normative. Le multe possono variare fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato globale per le violazioni più gravi. Per violazioni meno severe, le sanzioni possono arrivare a 7,5 milioni di euro o l’1,5% del fatturato

Le incognite?

Sono previsti 24 mesi per il pieno dispiegamento delle funzioni dell’AI Act e sei mesi per proibire gli usi vietati. In questo periodo, c’è un’opzione per la conformità volontaria attraverso l’AI Pact. Vuole dire che ci vorranno due anni prima che tutto questo diventi un sistema di regole da applicare. In questi due anni molto potrebbe accadere, l’Ai potrebbe assumere un volto diverso da  quello che noi conosciamo oggi rendendo magari molte di queste regole obsolete. Tra l’altro non è ancora chiaro chi gestirà a livello locale l’Ai Act , quali autorità saranno responsabili e come funzionerà l’AI Office a Bruxelles, introducendo un nuovo livello di complessità nella regolamentazione dell’IA. Un passo però è stato fatto. Ed è un passo storico. Per tutti quanti.