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politica

Trentadue donne al giorno finiscono al Pronto Soccorso per violenza

11.771 sono le donne che nel 2021 sono state curate al Pronto Soccorso in seguito a un episodio classificato come violenza come contusioni, traumi, distorsioni di arti. 32 donne al giorno. 18,4 accessi per questo motivo su 10 mila accessi complessivi. Come se ogni giorno 32 ospedali in 20 regioni italiane avessero dovuto accogliere una donna dopo un episodio di violenza subita. Nello specifico fra le donne il 5% delle dimissioni ospedaliere con indicazione di violenza ha avuto come esecutore un familiare: il 2,8% il padre, il patrigno o il fidanzato (era l’1,9% nel periodo pre-pandemico), il 2,15% il consorte o il partner e lo 0 24% un altro familiare.
Se sembrano cifre basse, si consideri che l’informazione sull’esecutore della violenza è ancora poco presente nei dati raccolti: si hanno dati su chi è stato a commettere la violenza solo per il 10,8% dei ricoveri femminili.

Gli accessi al Pronto Soccorso sono stati però 12.780, che significa che tante donne ci sono dovute andare più di una volta. Nel 2021, si sono registrati 4,4 accessi femminili in Pronto Soccorso con indicazione di violenza per 10.000 residenti. Le giovani donne fra i 18 e i 34 anni sono le più colpite, seguite dalle donne adulte di 35-49 anni. Fra le straniere la violenza che richiede pronto soccorso è più che doppia che fra le italia, mentre i tassi di ricovero in regime ordinario con indicazione di violenza delle donne straniere sono addirittura oltre tre volte più elevati che fra le italiane. Se consideriamo l’ultimo quinquennio i numeri non sono migliorati di molto, anzi, dopo i periodi di lockdown sia il numero di accessi che quello di donne che sono state trattate in triage è aumentato.

1083 sono state le donne ricoverate per un totale di 1.171 ricoveri, se,mpre nel corso del 2021. Considerando il quinquennio 2017- 2021 sono state 6.211 le donne con almeno un ricovero con indicazione di violenza, per un totale di 8.645 ricoveri complessivi.
Dopo una sensibile diminuzione di questi ricoveri nel 2020, presumibilmente a causa delle difficoltà di accesso alle strutture ospedaliere durante l’emergenza sanitaria, nel 2021 il recupero è stato più consistente rispetto al totale dei ricoveri ordinari (+12,4% contro +5,6% rispetto al 2020). I tassi di ricovero di donne con indicazione di violenza (0,39 per 10.000 nel 2021) sono più elevati per le minorenni (0,66 nel 2021, anno in cui il tasso supera quello delle giovani di 18-34 anni pari a 0,57).

Come scrivevamo ad agosto 2020 raccontando i primi dati sulle chiamate al numero 1522 nei mesi di lockdown, da marzo a giugno 2020 il numero di richieste di aiuto per sé o per altri per la violenza e lo stalking erano raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2019 (+119%). Gli operatori avevano ricevuto 15.280 fra telefonate e messaggi validi, e quasi 5000 delle quali erano richieste di aiuto per violenza (4.899 chiamate pari al 32,1% del totale delle chiamate valide). Inoltre, era addirittura quintuplicata la crescita delle richieste di aiuto tramite chat.

È la prima volta che è possibile avere questi dati. Sono frutto di un accordo fra Istat e il Ministero della Salute per “l’alimentazione della banca dati sulla violenza di genere con i flussi informativi sanitari”. Nel report appena pubblicato sul sito di Istat vengono analizzati i contenuti informativi relativi agli accessi in Pronto Soccorso rilevati dal Sistema EMUR (Prestazioni di assistenza sanitaria in emergenza – urgenza) e ai ricoveri ospedalieri, che vengono rilevati con il flusso della Scheda di dimissione ospedaliera (SDO). L’analisi, aggiornata al 2021, considera l’evoluzione del fenomeno nel quinquennio 2017-2021, evidenziando gli effetti indotti dalle restrizioni imposte per contenere l’epidemia da Covid-19, confrontando i dati nel periodo pre-pandemico (2017-2019) con quello pandemico (2020-2021).

Violenza significa necessariamente violenza domestica da parte di un familiare maltrattante? Se fra gli uomini i ricoveri e gli accessi in Pronto Soccorso per violenza sono più frequenti rispetto alle donne (1,20 accessi per 10.000 uomini, contro 0,39 accessi fra 10.000 donne) le motivazioni della violenza sono diverse: per le donne sono più frequenti rispetto agli uomini il maltrattamento e le violenze all’interno della coppia e della famiglia, per gli uomini le lesioni inflitte da altre persone, analogamente a ciò che accade per gli omicidi.

Considerando anche la tipologia “altri parenti”, l’ambito familiare sale al 5,2% dei casi di violenza su donne (era il 4,1% nel periodo pre-pandemico). Ciò anche a causa della particolarità del periodo: le misure restrittive hanno ridotto infatti l’esposizione a rischio da parte di altri autori.
Infine, la dimissione volontaria caratterizza fortemente i ricoveri con indicazione di violenza (8,3% contro 1,9% nel complesso dei ricoveri ordinari) ed è più frequente nelle donne straniere (12,2% contro 6,8% nelle italiane).