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cronaca

Col caldo, bere molta acqua e mangiare frutta. In Italia seguiamo questi consigli? Ecco qualche calcolo

Non uscire nelle ore più calde della giornata, bere molta acqua e soprattutto mangiare verdura. E tanta frutta.

Sono i classici consigli per combattere la calura estiva, che vengono ripetuti nella stessa identica litania ogni anno quando le temperature toccano il massimo, proprio di questo periodo, e l’Italia è nella morsa di qualche fenomeno atmosferico battezzato con nomi non proprio beneauguranti: Lucifero, Caronte, Scipione o simili.

Gli italiani seguono poi questi consigli? Almeno stando alla frutta, sembrerebbe di sì, se si confronta il nostro con gli altri Paesi. I dati sono della Fao, e indicano le forniture alimentari per tipologia di bene pro capite, in chilogrammi annui.

Abbiamo considerato solo un sottoinsieme arbitrario di Paesi, per comodità: tra questi l’Albania è quello che ha un approvvigionamento maggiore: oltre 160 kg a testa all’anno, tra cui ben 60 kg di uva. Al secondo posto vi è Cuba: l’isola caraibica si ferma a 153 kg, con una netta predilezione per il platano.

Al terzo posto troviamo la Grecia, con 110 kg. Per trovare l’Italia dobbiamo scendere oltre 20 kg più in basso. Il nostro Paese si ferma a 87.5 kg a testa all’anno di forniture alimentari. Con una rapida divisione, fanno 230 grammi al giorno.

Francia e Germania sono più in basso, con 68 e 65 chilogrammi rispettivamente. In fondo alla classifica troviamo la Svezia, con soli 43 kg, la Lettonia con 40 e, a chiudere, il Giappone con 27 e, all’ultimo posto, il Sudafrica con 21 chilogrammi a testa all’anno, nonostante gli immensi frutteti di cui dispone.