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tecnologia

Noi siamo gli oggetti che usiamo. La demografia del gadget e la fuga dai social

 

Deloitte ha presentato i risultati del Digital Consumer Trends Survey 2021, un’indagine basata su oltre 2 mila interviste a persone di età compresa tra i 18 e i 75 anni, realizzata per comprendere meglio un fenomeno spinto soprattutto dalla Gen-Z.  In  questa infografica divisa per fasce d’età c’è il device più utilizzato in base al contenuto contenuto. Nulla di sorprendente, intendiamoci. La tv si guarda con il televisore (prima riga del grafico ndr) e il conto in banca dal telefonino. Più interessante è il gaming con gli over 65 che giocano prevalentemente su iPad o tablet. Di solito i nonni sono fornitori di tablet ai nipoti. Forse da qui si spiega la rilevazione. E le console che interessano la fascia 18-34 anni, mentre i telefonini diventano la piattaforma ludica principale dai 35 ai 65 anni. Sullo ricerche online viene confermato il luogo comune che vuole gli “anziani” operare su un Pc e i  “giovani” su smartphone. Mentre lo shopping è più articolato con giovanissimi (18-24 anni) che usano il Pc, poi lo abbandonano per poi ritornare su Pc dopo i quarant’anni. Anche qui non è chiarissimo il passaggio. Ma ecco in sintesi quello che emerge su scala nazionale. Abbiamo scelto come sempre tre numeri.

90%

Chi usa tutti i giorni lo smartphone. Nove italiani su 10 utilizzano quotidianamente lo smartphone.,

63%

Quanti guardano le serie tv e il calcio? Il 63% degli italiani usa servizi per lo streaming di Video On Demand.

73%

Quanti usano i social? Il 73% di c hi ha uno smartphone utilizza social media o app di messaging ogni giorno. Ma il dato interessante è un altro. Nell’ultimo anno, secondo Delloitte, il 22% degli intervistati ha smesso di usare i social o una piattaforma social, sia temporaneamente o in modo permanente: “per questi, le tre ragioni principali di questa scelta sono l’essersi stancati dei contenuti in piattaforma, la presenza eccessiva di fake news e le preoccupazioni per la propria privacy. I social media diventano inoltre fonte preferita di notizie per una quota significativa di rispondenti (23%), poco al di sotto del risultato raggiunto dai media più tradizionali, come i giornali cartacei e i siti di notizie. La TV resta però la fonte più citata. 

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