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economia

Social network: cosa è successo nel 2020?

Non solo pasta e pizza fatta in casa: durante il lockdown è anche aumentato l’utilizzo dei social network. Nulla che sorprenda, ovviamente, ma i numeri forniti da Eurostat consentono di quantificare il fenomeno.

La rilevazione è quella relativa all’utilizzo di Internet da parte della popolazione di età compresa tra i 16 ed i 74 anni. I dati che si è scelto di mettere a confronto riguardano innanzitutto la percentuale di persone che si collegano quotidianamente alla rete. Quindi la percentuale di quanti hanno creato un profilo social, postato un contenuto o effettuato qualsiasi altro tipo di interazione nei tre mesi precedenti alla rilevazione effettuata dall’istituto europeo di statistica.

Entrambi questi valori sono stati espressi come variazione di punti percentuali tra il 2019 ed il 2020. Il colpo d’occhio sul grafico mostra che, utenti quotidiani della rete in Sicilia a parte, in ogni regione o provincia autonoma lo scorso anno ha fatto registrare un incremento. Le dimensioni dei punti fanno invece riferimento alla percentuale di residenti che hanno utilizzato i social network nel 2020. Un’avvertenza per i lettori molisani: il dato relativo alla loro regione è “nascosto” sotto il punto che mostra quello della Puglia.

Come si può facilmente notare, l’aumento dell’utilizzo della rete e dei social network in particolare è generalizzato in tutto il Paese. Con punte di 9 punti percentuali in provincia di Bolzano per la prima e di 13 punti percentuali in Valle d’Aosta per i secondi. L’aumento è più spostato verso i social network, che evidentemente hanno beneficiato dei lunghi periodi che gli italiani hanno trascorso chiusi in casa durante lo scorso anno.

Ma che, bene precisarlo, partivano da un dato più basso. Se infatti la percentuale di chi utilizza ogni giorno la rete oscilla nel 2020 tra il 66% di Basilicata e Calabria e l’84% di Bolzano, la percentuale di persone che utilizza i social network oscilla tra il 40% della Basilicata ed il 56% della Toscana, con appena otto tra regioni e province autonome nelle quali questa percentuale è superiore al 50%. Anche questo spiega perché nell’anno del lockdown gli utenti dei social siano cresciuti più di coloro che si connettono quotidianamente.