Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
economia

Ecco cosa dice (e non dice) la mappa del Pil pro capite nel 2021

I dati di Our World In Data ci dicono che dal 1820 al 2018, il Prodotto interno lordo globale medio pro capite è aumentato di quasi 15 volte. Usiamo il Pil Pro capite perché è una misura della ricchezza che tiene conto del benessere generato da un Paese in termini di beni e servizi creati per persona. Il dato medio quindi ci la produzione è aumentata in tutto il mondo di pari passo al tenore di vita. Qui sotto potete apprezzare l’infografica realizzata da Visual Capitalist sulla scorta dei dati del FMI relativi al Pil pro capite (nominale) di quasi tutti i paesi e territori del mondo. La divisione del mondo è netta ed è quella che conosciamo. Negli ultimi dieci anni i Paesi emergenti sono in parte emersi con l’affermarsi della Cina come fabbrica mondiale.

Cosa è accaduto con la pandemia. L’impatto del Covid-19 è stato globale e violento. Il pil pro capite italiano ha fatto un balzo all’indietro di 30anni e il motivo, ha spiegato il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in un intervento all’Euroscience Open Forum (Esof) di Trieste, non è solo il collasso dell’economia dovuto alla pandemia, ma il fatto che dagli anni Novanta la crescita del Paese è stata debole ma non cambia i rapporti di forza in termini di Pil pro capite. Secondo il capo economista del Fmi, Gita Gopinath, la contrazione economica mondiale del 2020 seppur inferiore alle attese (-3,5% invece del -4,4% previsto in precedenza) resta la peggiore dalla Grande Recessione. “150 paesi nel 2021 avranno redditi pro capite inferiori ai livelli del 2019“, aggiunge Gopinath, stimando che nel 2020-2021 circa 90 milioni di persone scivoleranno nella povertà estrema.

Quello che non dice il Pil pro capite. Possiamo dire che la ricchezza è aumentata ma è mal distribuita. Nel 1990, 1,9 miliardi di persone vivevano in condizioni di estrema povertà, ovvero il 36% della popolazione mondiale all’epoca. Negli ultimi 30 anni, il numero è diminuito costantemente: entro il 2030, si stima che 479 milioni di persone vivranno in condizioni di estrema povertà, che secondo le  stime della popolazione delle Nazioni Unite rappresenteranno solo il 6% della popolazione. Ciò detto, la disuguaglianza economica tra le diverse regioni è ancora prevalente. In effetti, il paese più ricco oggi (in termini di PIL nominale pro capite), il Lussemburgo, è oltre  471 volte più ricco del più povero, il Burundi.