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cronaca

L’impatto del Covid-19 sulla salute mentale. Studio sulla popolazione italiana

La pandemia COVID-19  ha avuto un enorme impatto a livello personale, sociale ed economico per la popolazione mondiale. In Europa, l’Italia è stata uno dei paesi in prima linea in un’emergenza che ha colpito in modo significativo la vita delle persone. Precedenti ricerche sull’impatto psicologico della pandemia hanno rivelato un aumento di ansia, depressione e sentimenti di angoscia. L’obiettivo della ricerca  che trovate su Scientific Reports di Nature è stato esplorare gli effetti del COVID-19 e del lockdown sulla salute mentale. A tal fine, il questionario breve che valuta umore e sentimenti (il cd. Short Mood and Feelings Questionnaire) è stato somministrato a un campione casuale, composto da 6700 individui, e rappresentativo dell’intera popolazione italiana. Lo studio è stato condotto subito dopo la fase di lockdown, a giugno 2020, per raccogliere le reazioni immediate alla prima fase dell’emergenza.

I risultati mostrano punteggi più alti di sintomi depressivi nelle donne, nei giovani, nelle persone che incontrano incertezze professionali (perché in cassa integrazione o in disoccupazione) e negli individui con status economico meno agiato. Sintomi di depressione sono stati rilevati anche per gli individui che vivono da soli, e per coloro che non potevano uscire di casa per recarsi al lavoro. In altre parole, nonostante lo stress della condizione lavorativa emergenziale chi ha continuato ad andare a lavorare ha avuto meno probabilità di sviluppare sintomi depressivi e di ansia.

Ma il fattore più importante che si correla con l’esistenza di stati mentali depressivi è senz’altro quello relativo al manifestarsi di casi di COVID-19 in famiglia.

In tal senso, lo studio sottolinea la necessità di tenere conto delle conseguenze psicologiche della pandemia e dell’isolamento, puntando all’implementazione di un approccio di policy olistico che consideri la salute sia fisica che mentale degli individui.”

 

Autori:

Marco Delmastro è il Direttore del Servizio economico-statistico dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). In precedenza, è stato consulente economico del Presidente dell’Agcom ed economista dell’Autorità Antitrust. Prima di lavorare nelle Autorità, è stato Senior Research Fellow al Politecnico di Milano e Ricercatore a contratto dell’Università di Pavia.

Ha conseguito un Master in economia presso il Collegio Carlo Alberto di Torino, il titolo di dottore di ricerca in politica economica presso l’Università di Pavia, e il Ph.D. in Ecomonics presso la University of Warwick (UK). È stato inoltre invited Visiting fellow presso l’Università di Sydney.

É autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali di scienze, economia e sociologia (vedi il sito di Scholar). È inoltre autore del libro “The Economics of Organizational Design” (con il prof. Massimo Colombo) edito da Palgrave Macmillan e di “Big Data. Come Stanno Cambiando il nostro Mondo” (con il prof. Antonio Nicita), pubblicato da Il Mulino. Ha scritto inoltre il libro “On the Classification of Social Phenomena: A Methodological Approach” che sarà pubblicato da SpringerNature nella prima metà del 2021.

Per la sua attività scientifica ha conseguito tre abilitazioni nazionali da Professore ordinario in Economia politica, Politica economica ed Economia applicata.

 

Giorgia Zamariola ha ottenuto un dottorato in Scienze Psicologiche presso l’Università Cattolica di Lovanio in Belgio con una tesi sulla capacità di percepire le sensazioni corporee e regolare le proprie emozioni. Da due anni lavora in Italia e fornisce consulenze su ricerca sociale nell’ambito della percezione del rischio e della comunicazione, collaborando principalmente con autorità europee che si occupano di sicurezza alimentare. Nel corso della sua carriera ha pubblicato articoli su riviste scientifiche internazionali, curato l’edizione di testi specialistici e presentato i risultati delle sue ricerche nel contesto di conferenze internazionali.