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economia

Soldi e politica, ecco quanto incassano fondazioni e associazioni

In totale fanno poco più di 10 milioni di euro. Sono i soldi incassati da associazioni, comitati e fondazioni che, per effetto della legge “Spazzacorrotti” (al secolo la 3/2019), devono rendicontarli e, soprattutto, rendere pubblici E che Transparency International, associazione impegnata a combattere la corruzione, ha inserito nell’ultimo aggiornamento di soldiepolitica.it.

 

Ovvero un portale lanciato nel novembre dello scorso anno che permette di sapere quanti soldi hanno ricevuto sia i partiti che i singoli esponenti politici da privati cittadini o aziende che hanno deciso di sostenerli economicamente. In virtù della normativa citata, anche associazioni, comitati e fondazioni devono rendere pubblici gli importi che sono stati loro donati. Per quanto, come faccia notare la stessa Transparency International, siano solo 16 gli enti di questo tipo che hanno assolto agli obblighi di pubblicazione, è su questi ultimi che Infodata si è concentrata per costruire questa infografica.

 

 

 

I dati fanno riferimento al 2019 e, come si può facilmente notare, riguardano in particolar modo il Comitato per la rendicontazione/rimborsi del Movimento 5 Stelle. Si tratta di quell’organismo chiamato a raccogliere e distribuire quella parte dell’indennità di carica che i parlamentari grillini “restituiscono” sotto forma di finanziamento alle piccole e medie imprese.

 

Una curiosità: la principale finanziatrice del Comitato, che nel 2019 ha ricevuto qualcosa come 7,8 milioni di euro, è Giulia Sarti con 64mila euro. Sì, proprio quella parlamentare che poco prima delle politiche del 2018 era finita al centro del cosiddetto scandalo Rimborsopoli, con la trasmissione televisiva “Le Iene” che le contestava di non aver versato una somma pari a 23mila euro. Niente di illegale, sia chiaro, ma politicamente un problema per il Movimento 5 Stelle.

 

Tant’è che l’onorevole Sarti, in questa sua seconda esperienza a Montecitorio, si è riallineata all’ortodossia grillina ed è la campionessa delle restituzioni. Ha infatti staccato assegni per una cifra ben superiore ai 40mila euro del ministro di Grazia e Giustizia Alfonso Bonafeda e più che doppia rispetto ai 28mila euro destinati al fondo per le Pmi dal titolare degli Esteri Luigi Di Maio e da quella della Pubblica istruzione Lucia Azzolina. Per non parlare del nuovo capo politico Vito Crimi, fermo a 22mila euro.

 

Sono però diverse le realtà vicine al Movimento 5 Stelle che hanno ricevuto, e correttamente rendicontato, dei contributi. Il Comitato Italia a 5 Stelle ha ricevuto 128mila euro, il Comitato Italia a 5 Stelle 2019 ne ha incassati 525mila. E poi c’è l’associazione Rousseau, che ne ha ottenuti 475mila.

 

Tra le altre realtà con incassi significativi ci sono Ritorno al futuro – Comitato di azione civile nazionale, vicina ad Italia Viva, che ha raccolto 617mila euro. Tra i principali sostenitori, entrambi con 100mila euro, ci sono Lupo Rattazzi, l’imprenditore che acquistò una pagina di Repubblica per scagliarsi contro le ipotesi di uscita dall’euro che ambienti dell’allora governo Conte I venivano definite “piano B”, e Daniele Ferrero, imprenditore del settore del cioccolato (e solo omonimo della famiglia che ha inventato la Nutella).

Da segnalare infine il Comitato Change, da sempre vicino al governatore della Liguria Giovanni Toti, che nel 2019 ha ricevuto donazioni per 211mila euro. Poco meno della metà dei quali, per la precisione 100mila euro, sono arrivati dalla Moby Spa, nota compagnia di navigazione.