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Quanta energia serve per combattere il Covid-19. Il ritardo sulle rinnovabili e chi non ha accesso all’elettricità

Energia e sostenibilità – Dati in % e in mln dal 2019-2010

You will find more infographics at Statista

Risorse e infrastrutture sappiamo essere indicatori chiave per misurare la reazione di un Paese all’epidemia del Covid-19. L’accesso all’elettricità per quanto possa sembrare una banalità per chi vive nelle nazioni più sviluppate è una condizione di partenza imprescindibile per affrontare qualsiasi tipo di emergenza sanitario. Ebbene, secondo  Tracking SDG 7: The Energy Progress Report (2020) pubblicato  dall’Agenzia internazionale per l’energia (Iea), l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena), la Divisione statistica delle Nazioni Unite, la Banca mondiale e l’Organizzazione mondiale della sanità, quasi 790 milioni di persone in tutto il mondo non hanno accesso all’elettricità. I dati sono del 2018. Il dato è  in calo rispetto a 1,2 miliardi nel 2010. Ma 790 milioni senza corrente elettrico è un numero che fa rabbrividire e rappresenta uno svantaggio significativo quando si tenta di affrontare il Covid-19. Per essere più espliciti, si stima che 620 milioni di persone non avranno ancora accesso all’elettricità nel 2030, l’85% nell’Africa subsahariana.

L’SDG 7 richiede l’accesso universale all’energia entro il 2030. Ricordiamo che l’accesso all’energia è  il Sustainable Development Goal numero 7, l’obiettivo di sviluppo sostenibile numero sette dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile. Per approfondire come siamo messi in Italia su Infodata ci siamo occupati del tema qui. Nel 2019 l’Italia ha raggiunto 12 dei 105 target previsti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

 

 

 

 

Sul sito del Sole 24 Ore.com è stata aperta una sezione dedicata alla sostenibilità .

Quindi se è vero che si è ridotto di molto il numero di persone in tutto il mondo che non hanno accesso all’elettricità, è aumentata la quota di energia rinnovabile usata per la generazione di elettricità e miglioramenti nell’efficienza energetica. Come scrive lo studio della Banca Mondiale gli sforzi a livello globale per raggiungere gli obiettivi chiave dell’agenda 2030 rimangono insufficienti.

Come mostra la grafica di Statista la cucina pulita è un altro fattore che può aiutare contro il virus. Ol rapporto mostra che 2,8 miliardi di persone nel mondo non hanno “accesso” a una cucina pulita (clean cooking), in calo rispetto ai 3 miliardi del 2010. Per cucina pulita non si intende una cucina spolverata bene  e in ordine.  Cucinare in modo pulito vuole dire ad esempio  sostituire il focolare aperto con una piccola stufa efficiente Il 38% della popolazione mondiale, pari a 2,6 miliardi di persone nel mondo, cucina sul fuoco aperto all’interno della propria casa e brucia legna pregiudicando la propria salute e provocando danni all’ambiente. “Ci sono altri aspetti estremamente gravi – dichiara Heather Adair-Rohani dell’Oms – Non dimentichiamo che a causa di questo modo di cucinare e scaldare la principale causa di morte dei bambini al di sotto dei 5 anni sono le malattie polmonari e si calcola che i fumi inalati all’interno delle case provochino circa 4.000.000 di decessi all’anno”

Anche l’energia rinnovabile è stata al centro del rapporto e i risultati mostrano che, nonostante i progressi, c’è solo una differenza dell’1% tra il 2010 e il 2018 nel consumo totale di energia globale da fonti rinnovabili. Per coloro che non hanno accesso all’elettricità e alla cucina pulita, l’energia rinnovabile potrebbe essere un percorso per ottenere in sicurezza queste risorse essenziali. Tuttavia, i progressi nell’infrastruttura delle energie rinnovabili e i costi elevati hanno impedito una grande crescita negli ultimi dieci anni.

Ultimi commenti
  • antonio |

    Il principale problema che abbiamo di fronte è quello dei cambiamenti climatici. Questo è responsabilità di tutta la popolazione mondiale, uomini e donne, anche se i paesi più poveri hanno contribuito meno alle cause. Per assurdo potrebbero essere quelli più colpiti da eventi estremi. L’ uso sfrenato di fonti fossili negli ultimi 200 anni ha riversato in atmosfera enormi quantità di polveri sottili e ossidi di vario tipo che hanno fatto aumentare la temperatura sulla terra in modo esponenziale rispetto ai millenni precedenti come dimostrato dal glaciologo americano Michael Mann con la sua teoria dell’hockey stick. Dobbiamo arrivare velocemente ad una economia verde senza combustibili fossili, plastiche, diserbanti e altri prodotti chimici per l’ agricoltura, inquinanti di vario tipo. Altre attività umane che impattano sul clima sono gli allevamenti intensivi e le deforestazioni. Per quanto riguarda il primo, dovremmo eliminare le carni rosse dalla nostra dieta, questi sono responsabili del 15 percento di gas serra rilasciati in atmosfera, metano, nitrati e altri. Il metano è 30 volte peggiore rispetto al biossido di carbonio come clima alterante. Dovremo evitare che ancora oggi gli allevamenti intensivi prendano consistenti finanziamenti europei attraverso la PAC. Quando qui spandono i liquami o il sisso in gergo locale, si sente un odore non proprio gradevole, ma il problema non è questo, sostanze volatili finiscono in atmosfera mentre i reflui possono finire nei canali e da questi nel fiume Po. L’ impatto su flora e fauna fluviale e marina è facile da immaginare. Per ciò che riguarda le deforestazioni, avvengono principalmente in Amazzonia e in Indonesia. La prima è fatta per allevare gli zebu’ dai quali si ottiene la bresaola, per cui dobbiamo eliminare questo alimento dalla dieta se vogliamo fare qualcosa. La seconda per il commercio del legno pregiato per la produzione di carta e di olio di palma. Nel 1991 in occasione di un viaggio di lavoro nel Borneo Indonesia, ho potuto constatare di persona gli effetti dell’ abbattimento di milioni di alberi, il grande fiume è invaso dai tronchi portati a valle, flora e fauna distrutta, comunità indigene lasciate alla fame, non possono nemmeno pescare a causa del legname nel fiume. Meno alberi significa meno CO2 assorbita e quindi più effetto aerosol. La piantumazione di nuovi alberi è una buona pratica per migliorare le condizioni ambientali. L’ inquinamento dell’aria causa ogni anno in Europa 400.000 decessi di cui 80.000 in Italia concentrati principalmente nelle regioni del nord altamente antropizzate e industrializzate con clima avverso come la pianura padana. Se guardiamo una foto satellitare del nostro paese notiamo che le regioni del nord la zona di Roma e quella di Napoli sono di color ruggine per ovvie ragioni. Il futuro energetico è ormai segnato, le fossili sono il passato, il presente e il futuro sono le rinnovabili e l’ economia dell’idrogeno pulito. Sole, vento, geotermia, idroelettrico, onde marine, ecc., sono pulite, inesauribili e ben distribuite da nord a sud. Il costo marginale del Kwh da rinnovabili è inferiore a quello di qualsiasi fonte fossile grazie alla capillare diffusione di queste applicazioni, alla continua ricerca che ha aumentato sensibilmente l’ efficienza e a portato il costo di fabbricazione al 10 percento rispetto a 10 anni fa’. La continua ricerca su nuovi materiali e nuove tecnologie di produzione porta ulteriori aumenti di efficienza e abbattimento di costi di fabbricazione e di manutenzione. L’ idrogeno pulito è un vettore energetico, è usato dagli anni 60 quando venne impiegato come combustibile dei razzi vettori. Oggi è impiegato nel settore dei trasporti a celle a combustibile FC. Camion, autobus, auto, carrelli elevatori, mezzi industriali, treni per linee non elettrificate, trattori aeroportuali, ecc., usano idrogeno per elettrolisi le celle a combustibile FC. Queste applicazioni sono già realtà in tanti paesi come Giappone, Cina, Korea del sud, Australia, California, Germania, Francia, Olanda, Danimarca, Norvegia, Austria, Svizzera. In Italia sono stati realizzati 2 progetti, il primo a Bolzano dove con fondi europei è stato costruito un elettrolizzatore alimentato da energia idroelettrica per rifornire una flotta di autobus e di Hundai Nexo. A Milano una flotta di autobus è alimentata ad idrogeno. Roma sperimenterà la mobilità FC con una piccola flotta di autobus. Altri distributori verranno realizzati a Milano, Venezia e 2 in prov. di Modena. Proprio qui una grande azienda cinese investirà un miliardo di euro per produrre auto elettriche. Le auto FC costano ancora molto visti i bassi volumi di produzione credo che se adeguatamente incentivate e promosse entro 5 10 anni avranno la loro quota di mercato. I veicoli FC si ricaricano in pochi minuti. La transizione vedrà diverse soluzioni di mobilità, le auto elettriche cresceranno ancora bisogna usare energia pulita per le ricaricabili, bisogna investire in ricerca per le batterie per aumentare la densità energetica diminuire il tempo di ricarica il peso sostituire il cobalto con materiali più disponibili meno costosi e meno impattanti sull’ambiente in tutto il ciclo di vita. Il governo deve coordinare il progetto idrogeno pulito mettendo attorno ad un tavolo tutti gli attori della filiera, non possiamo rimanere indietro in questo settore strategico. Basterebbe studiare da vicino quanto fatto dal Giappone pioniere nella mobilità FC. Conosco bene questo paese per ragioni di lavoro, ancora oggi sono leader di mercato in tanti settori industriali. L’ idrogeno può essere prodotto nelle regioni del sud Italia con impianti fotovoltaici posti su aree dismesse e distribuito in tutto il paese usando il gasdotto Snam. Questa società sta’ lavorando per introdurre il treno FC nel nostro paese, sta’ collaborando con l’ azienda francese Alstom produttrice del veicolo. Il solare termodinamico nel nostro paese è arrivato al capolinea causa della burocrazia che non ha concesso le autorizzazioni per realizzare gli impianti, questa tecnologia è stata messa a punto dal premio Nobel Rubbia, in Sicilia è stato costruito un impianto di piccole dimensioni in collaborazione con il CNR. Altri paesi hanno realizzato impianti multi MW. La Cina diventerà leader di mercato in questo segmento. Cina e Usa stanno investendo grandi capitali per realizzare impianti fotovoltaici posti all’esterno dell’atmosfera dove l’ irradiazione solare è molto maggiore che sulla terra. Ricordo che una superficie pari alla Sicilia riceve dal sole una quantità di energia sufficiente ad alimentare la potenza elettrica a tutti i paesi europei. La presidente della commissione europea nella presentazione del piano next generation ha posto l’ economia dell’idrogeno pulito come una delle gambe per la transizione energetica. Dobbiamo girare gli incentivi che ancora oggi paghiamo alle fonti sporche alle rinnovabili e a progetti ecosostenibili. Dobbiamo fare un piano di efficientamento energetico di tutti gli immobili pubblici e privati incluse scuole e ospedali, facendoli diventare ZEB. Dobbiamo bonificare i 12.000 siti industriali dismessi e altamente inquinati di cui 500 sotto la normativa seveso. Dobbiamo bonificare un milione di siti inquinati da amianto iniziando dalle aziende che per un secolo hanno prodotto questo veleno. Ricordo che i decessi per mesotelioma alla pleura fin qui registrati sono diverse migliaia ma il picco deve ancora arrivare. Dobbiamo pianificare la dismissione dei 17 centri petrolchimici delle 14 centrali a carbone di quelle a olio combustibile e quelle a gas per una completa decarbonizzazione. Solo con un approccio sistemico possiamo affrontare il problema dei cambiamenti climatici. Le fonti sporche hanno causato diversi incidenti, ne voglio ricordare alcuni: sono circa 40 le petroliere affondate sulle rotte dell’ oro nero, diverse le piattaforme esplose che hanno riversato in mare enormi quantità di greggio. I pozzi petroliferi incendiati in Iraq, Kuwait e Nigeria al tempo della prima guerra del golfo, hanno bruciato per un anno intero. Diversi oleodotti hanno sversato crudo nell’ ambiente per le più svariate ragioni. L’ ultimo disastro è avvenuto la scorsa settimana in Siberia dove la rottura di una grande cisterna ha rilasciato una enorme quantità di benzina che è finita in un fiume. I danni non sono ancora calcolabili. I fatti sopra menzionati hanno fatto danni ambientali economici e di salute pubblica enormi paragonabili ai seguenti: eruzione del vulcano Santorini in Grecia nel 1800 ac. che ha portato all’ estinzione della civiltà Minoica. Esplosione della caldera dei campi flegrei nello stesso periodo, le polveri sono state trovate nel permafrost in Siberia. Esplosione del Vesuvio nel 79 ac. che ha distrutto Pompei e dintorni, vi trovò la morte anche Plinio. Esplosione dell’ Etna che portò in mare una enorme frana con conseguente tsunami, l’ effetto di questo è stato trovato nei paesi costieri del medio oriente. Esplosione del Krakatoa in Indonesia, esplosione di un vulcano in Islanda nel 2010 che fermo’ il traffico aereo in tutta Europa per 10 giorni. Esplosione del Monte Sant’ Elena nello stato di Washington che per lo scioglimento dei ghiacci portò a valle una enorme quantità di materiale con danni enormi, esplosione del Mauna Lona nelle Hawaii. Tutti questi eventi della natura hanno portato i cosiddetti anni senza Estate. La realizzazione dei progetti di cui sopra creerebbe tanti nuovi posti di lavoro. Le risorse economiche necessarie verrebbero dalle tante società delle fonti fossili in cerca di validi progetti nelle rinnovabili e nell’idrogeno pulito. Stessa cosa fanno i fondi pensione i fondi di investimento e i fondi sovrani come quello dello stato Norvegese o dell’ Arabia Saudita. Come affermato dal premio Nobel Stiglitz i progetti ecosostenibili creano più posti di lavoro e hanno una maggiore efficienza del capitale investito. Se non è ancora chiaro, ricordo che tante società delle fossili hanno enormi svalutazioni degli assets, che portano segni meno sui bilanci. Le aziende americane dello shale gas e quelle canadesi degli scisti bituminosi sono vicine al default, le tecniche di estrazione di queste 2 sono molto costose e hanno enormi impatti ambientali. Ricordo un mio viaggio in Korea del sud negli anni 90, arrivai a Ulsan la sede della Hundai, i giorni precedenti era piovuto, trovai quell” enorme piazzale pieno di auto che galleggiavano, il danno economico sarà stato grande. I cambiamenti climatici erano realtà già 25 anni addietro. Oggi dobbiamo pensare come rivedere i nostri comportamenti per affrontare la grande crisi socio economica causata dall’ emergenza sanitaria. Questa purtroppo si è innestata su una situazione già molto compromessa del paese, evasione fiscale, corruzione, giustizia civile e penale, invecchiamento della popolazione, crescita economica negativa, alto debito pubblico, differenza nord sud, dissesto idrogeologico, opere pubbliche iniziate e mai terminate finanziate dalle nostre tasse, pari opportunità, concetto di merito, ecc. Ne possiamo uscire se tutti insieme remiamo dalla stessa parte. Azzerare sprechi di ogni sorta, riciclare il più possibile, arrivare all’ economia circolare. Con i nostri comportamenti possiamo scegliere le aziende che fanno prodotti migliori, riciclabili, senza imballaggi costosi e inquinanti, con obsolescenza programmata, ecc. Le aziende dovranno avere una chiara politica ecosostenibile e mettere in atto azioni contro i cambiamenti climatici. I fenomeni meteo intensi possono creare danni alle infrastrutture e interrompere l’ energia elettrica con fermi delle produzioni. Dobbiamo arrivare alla condivisione di idee, tempo e prodotti. Ad esempio possiamo condividere l’ auto, questa rimane ferma per più del 90 percento del tempo, assicurazione e bollo vanno comunque pagati, la possiamo condividere con condomini e o vicini di casa. Le aziende possono condividere mezzi di produzione, mezzi di trasporto, brevetti e personale. Dobbiamo promuovere il lavoro da casa. Questo porta migliore qualità dell’ aria con effetti positivi su patologie respiratorie e costi sanitari. Si avrebbero evidenti risparmi economici. Il modello consumistico è passato per sempre. Forse il modello frugale sarà più consono. Le aziende automobilistiche avrebbero effetti collaterali. Oggi il settore vive una profonda crisi, abbiamo tantissime auto prodotte e invendute, anche con gli incentivi il mercato non beve. Ogni paese sembra andare da se, mentre serve un coordinamento a livello europeo, competiamo con Cina e Usa. Il problema vero è che la capacità produttiva mondiale è di molto superiore a quanto il mercato possa assorbire. Bisogna arrivare a consolidamenti per formare grossi gruppi in modo da realizzare economie di scala, riduzione dei costi fissi, condivisione delle piattaforme, delle tecnologie e presenziare meglio i mercati. Per evitare esuberi di personale vanno riportate a casa tutte le produzioni fatte in paesi a basso costo del lavoro come Cina, India, Vietnam, Turchia, ecc. Per finire una nota di ottimismo, ne usciremo bene se tutti capiamo la realtà del momento, siamo resilienti. Italia è il marchio più forte al mondo, è il paese del sole, del bel canto, dell’ opera, siamo il paese di Santi e di Navigatori. Abbiamo bellezze naturali, parchi di ogni sorta, palazzi reali, ville storiche, palazzi nobiliari, luoghi di culto, abbazie, certose, castelli, piazze conosciute dappertutto, Piazza dei Miracoli a Pisa dove quella vecchia torre del 1200 e’ ancora li che pende. Abbiamo tantissimi siti archeologici che descrivono i millenni della nostra storia insieme ai tantissimi musei. Abbiamo avuto 5 premi Nobel per la fisica e altri nelle diverse discipline. Siamo il paese di poeti, filosofi, di grandi menti, Galileo, Leonardo da Vinci, Volta, ecc. Durante il mio girovagare per i 5 continenti per ragioni di lavoro ho incontrato molte persone che dicevano di desiderare almeno una volta di passare una vacanza in Italia. Il nostro stivale può ritornare ad essere il paese più visitato al mondo visto che abbiamo tutto quello che serve. Abbiamo 12 musei dedicati all’ auto, una parte nella motor valley, nella regione che mi accoglie da tanti anni. La nostra cucina è la più stellata, anche perché ogni borgo ha la sua. In Usa un hamburger consumato a New York è identico a quello mangiato a San Francisco. Brunello di Montalcino, Sassicaia, Barolo, Franciacorta, Amarone, Prosecco, Passiti vari, ecc. Vorrei ricordare la pasticceria e la gelateria siciliana e napoletana e le centinaia di dolci, formaggi, e altro, che troviamo in giro. In ultimo ricordo i tanti giovani, italiani, e, con altissima formazione che ho incontrato nei miei viaggi e che hanno scelto di lavorare all’estero. Questo è un grande danno economico intanto perché tutti abbiamo contribuito alla loro formazione con le nostre tasse. Solo in Usa ve ne sono almeno 6000, fisici, chimici, biologi, medici, informatici, astrofisici, ingegneri, statistici ecc. Il governo dovrebbe affrontare il problema per spingerli a tornare. La ricerca da grandi ritorni economici. Purtroppo le piccole medio aziende non valutano le menti eccellenti, il provincialismo e la bassa scolarizzazione di imprenditori e tirapiedi si circondano di parenti, amici e figli di questi, che garantiscono fedeltà ma non capacità manageriali. Ho conseguito la laurea in ing. meccanica a Pisa nel 1982 con una tesi su idrogeno e rinnovabili in collaborazione con Enel. Vorrei ricordare il relatore l’esimio prof. Dino Dini che aveva lavorato al Jet Propultion Laboratory di Pasadena NASA per diversi anni dove di idrogeno e rinnovabili ne aveva visto tante. A Pisa aveva la cattedra di macchine e quella di missilistica. Saluti Antonio Saullo

  • antonio |

    Ho appena letto che la Germania di Angela Merkel sta’ investendo enormi capitali nell’ idrogeno pulito. Vorrebbe fare un un’accordo con il Marocco per sfruttare l’ irradiazione solare di questo paese per produrre il vettore energetico da fotovoltaico. Ho qualche perplessità visto che il grande progetto Desertec a cui partecipavano Siemens e altre grosse aziende Europee falli’ a causa della rivoluzione dei gelsomini avvenuta nel 2012 in tutti i paesi del Nord Africa. Il progetto doveva impiegare la tecnologia solare termodinamico a concentrazione, la potenza generata sarebbe arrivata in Europa con un cavo sottomarino posto nei pressi di Gibilterra. L’ idrogeno ha iniziato la sua storia negli anni 60 quanto venne impiegato nei razzi vettori. Oggi l’ impiego principale è nei trasporti a celle a combustibile FC. Camion, autobus, auto, carrelli elevatori, mezzi industriali, treni per linee non elettrificate, trattori aeroportuali, ecc, usano idrogeno pulito per alimentare le celle a combustibile FC. Queste applicazioni sono già realtà in tanti paesi come Giappone, Cina, Korea del sud, Australia, California, Germania, Francia, Olanda, Danimarca, Norvegia, Austria, Svizzera. In Italia sono stati realizzati 2 progetti, il primo a Bolzano dove con fondi europei è stato costruito un elettrolizzatore alimentato da energia idroelettrica per rifornire una flotta di autobus e di Hundai Nexo. A Milano una flotta di autobus usa questo vettore energetico. Roma sperimenterà la mobilità FC con una piccola flotta di autobus. Altri distributori verranno realizzati a Milano, Venezia e 2 in prov. di Modena. Proprio qui una grande azienda cinese investirà un miliardo di euro per produrre auto elettriche. Le auto FC costano ancora molto visti i bassi volumi di produzione credo che se adeguatamente incentivate e promosse entro 5 10 anni avranno la loro quota di mercato. Entro pochi anni l’ idrogeno pulito sarà utilizzato in diversi settori industriali e arriverà anche alle caldaie di casa. A Carpi Mo, una scuola pubblica ha installato una caldaia a idrogeno. Il governo deve coordinare il progetto idrogeno mettendo attorno ad un tavolo tutti gli attori della filiera, non possiamo rimanere indietro in questo settore strategico. Basterebbe studiare da vicino quanto fatto dal Giappone pioniere nella mobilità FC. Conosco bene questo paese per ragioni di lavoro, ancora oggi sono leader di mercato in diversi settori industriali. L’ idrogeno può essere prodotto nelle regioni del sud Italia con impianti fotovoltaici posti su aree dismesse e distribuito in tutto il paese usando il gasdotto Snam. Questa società sta’ lavorando per introdurre il treno a FC in Italia, il progetto coinvolge la società francese Alstom, produttrice del mezzo. Poiché i francesi hanno uno stabilimento ad Avigliana in Piemonte, in futuro si potrebbe pensare di costruire il treno in Italia. Questo treno è già in uso in Olanda e Germania. Pensate quante linee ferroviarie non elettrificate abbiamo in Italia che oggi usano vecchi motori diesel di fabbricazione cinese super inquinanti. Dobbiamo costruire il futuro velocemente, l’ ambiente è molto rilevante, da questo dipende la nostra salute e i costi sanitari che siamo chiamati a pagare con le nostre tasse. I comportamenti di tutti noi sono fondamentali. L’ inquinamento dell’aria causa ogni anno in Europa 400.000 decessi di cui 80.000 in Italia concentrati principalmente nelle regioni del nord altamente antropizzate e industrializzate con clima avverso come la pianura padana. Se guardiamo una foto satellitare del nostro paese notiamo che le regioni del nord la zona di Roma e quella di Napoli sono di color ruggine per ovvie ragioni. Dobbiamo velocemente arrivare ad una economia verde senza combustibili fossili, plastiche, diserbanti e altri prodotti chimici per l’ agricoltura, inquinanti vari. Dobbiamo girare gli incentivi che ancora oggi paghiamo alle fonti sporche alle rinnovabili e ai progetti ecosostenibili. Sole, vento, geotermia, idroelettrico, onde marine, ecc., sono fonti pulite, inesauribili e gratuite, inoltre sono distribuite nel paese.
    Una superficie pari alla Sicilia riceve dal sole una quantità di energia sufficiente ad alimentare la potenza elettrica a tutti i paesi europei. Il solare termodinamico nel nostro paese è arrivato al capolinea causa della burocrazia che non ha concesso le autorizzazioni per realizzare gli impianti. Questa tecnologia è stata messa a punto dal premio Nobel Rubbia in Sicilia è stato costruito un impianto di piccole dimensioni in collaborazione con il CNR. La Cina diventerà leader di mercato in questo segmento. Cina e Usa stanno investendo grandi capitali per realizzare impianti fotovoltaici posti all’esterno dell’atmosfera dove l’ irradiazione solare è molto maggiore. Oggi il costo marginale del Kwh da fonti rinnovabili e minore di quello di qualsiasi fonte fossile pertanto non ha più senso tenere in rete impianti super inquinanti e fuori mercato. Le rinnovabili insieme all” idrogeno garantiranno l’ autonomia energetica del nostro paese. Ci libereremo dalla schiavitù dei paesi produttori di petrolio carbone e gas. Questi negli ultimi 200 anni di industrializzazione selvaggia hanno immesso in atmosfera enormi quantità di polveri sottili e ossidi di vario tipo portando un aumento della temperatura sulla terra. Queste fonti sporche purtroppo hanno causato enormi danni di salute ed economici. Ricordo le 40 petroliere affondate sulle rotte del petrolio, le piattaforme saltate in aria con enormi quantità di petrolio vomitato in mare, i pozzi petroliferi incendiati in Kuwait e Iraq durante la guerra del golfo, i pozzi accesi in Nigeria, hanno bruciato per più di un anno con enormi danni. Peggio delle tante eruzioni vulcaniche. L’ ultimo incidente è avvenuto la settimana scorsa in Siberia dove lo scioglimento del permafrost ha fatto collassare un pilone di una enorme cisterna contenente carburante, questo è finito in un fiume con danni ambientali ancora non stimabili, Il carbone è anche esso molto nocivo, causa la silicosi e poi immette in atmosfera piombo, arsenico e mercurio. Questi metalli pesanti sono veri e propri veleni, vengono immessi nella catena alimentare con effetti enormi in termini di vite umane ed economici. La presidente della commissione europea nella commissione del piano next generation ha posto l’ economia dell’idrogeno pulito come una delle gambe per la transizione energetica. Dobbiamo fare un piano di efficientamento energetico di tutti gli immobili pubblici e privati incluse scuole e ospedali. Dobbiamo bonificare i 12.000 siti industriali dismessi e altamente inquinati di cui 500 sotto la normativa seveso. Dobbiamo bonificare un milione di siti che ancora oggi hanno amianto iniziando dalle aziende che per un secolo hanno prodotto questo veleno. Le vittime da mesotelioma fin’ ora registrate sono diverse migliaia, il picco deve ancora arrivare. Dobbiamo programmare la dismissione dei 17 centri petrolchimici delle 14 centrali a carbone di quelle a olio combustibile e a gas per una completa decarbonizzazione. Solo con un approccio sistemico possiamo affrontare il grande problema dei cambiamenti climatici. La realizzazione dei progetti di cui sopra creerebbe tanti nuovi posti di lavoro. Le risorse economiche necessarie verrebbero dalle tante società delle fonti fossili in cerca di validi progetti nelle rinnovabili e nell’idrogeno pulito, stessa cosa fanno i fondi pensione e i fondi di investimento. Inoltre ci sono i fondi europei per la decarbonizzazione. La condivisione dell’ auto porta effetti collaterali sulle aziende automobilistiche. Queste devono formare dei gruppi più grandi per fare economie di scala, condividendo le tecnologie, le piattaforme e presidiando meglio i mercati. Oggi abbiamo una enorme quantità di auto prodotte e invendute causa l’ emergenza sanitaria, diversi paesi concedono incentivi, questo dovrebbe essere coordinato a livello europeo visto che competiamo con Cina e Usa, non possiamo andare in ordine sparso. Il problema vero è che la capacità produttiva mondiale di auto è di molto superiore a quanto il mercato può assorbire. Per evitare tagli all’ occupazione credo che le aziende Europee debbano riportare in casa le produzioni in paesi a basso costo del lavoro come Cina India, Vietnam, Turchia. Vorrei terminare con una nota di ottimismo, c’è la faremo, oggi dobbiamo pensare come rivedere i nostri comportamenti per affrontare la grande crisi socio economica causata dal virus, questa purtroppo si è innestata su una situazione già molto compromessa: evasione fiscale, corruzione, giustizia civile e penale, invecchiamento, crescita economica negativa, debito pubblico, differenza nord sud, opere pubbliche iniziate e mai terminate finanziate con le nostre tasse, assunzioni per raccomandazioni e non per merito ecc. Dobbiamo evitare qualsiasi forma di spreco, riciclare il più possibile, arrivare all’ economia circolare, introdurre l’ economia della condivisione del tempo, delle idee e dei mezzi. Con i nostri comportamenti dobbiamo condizionare le aziende per fare prodotti migliori, riciclabili e più duraturi. La protezione dell’ ambiente deve essere un credo a tutti i livelli. Possiamo condividere la nostra auto visto che per il 90 percento del tempo è ferma, lo possiamo fare con condomini e o vicini di casa, assicurazione e bollo vanno comunque pagati. Le aziende possono condividere mezzi di produzione, di trasporto, brevetti, personale. Quanto sopra porta meno traffico sulle strade, aria più pulita, meno patologie respiratorie e meno costi sanitari. Ci sono evidenti economie. Dobbiamo incentivare il lavoro da casa, ecc. Nei miei viaggi ho incontrato molti giovani italiani con altissima formazione che hanno deciso di lavorare all’estero. La formazione di questi ragazzi, e è stata fatta con le nostre tasse e sarebbe giusto farli tornare. Sono fisici, chimici, biologi, medici, informatici, astrofisici, ingegneri, statistici che potrebbero fare ricerca e lavorare nei nostri centri di eccellenza. La ricerca ha un grande ritorno economico. Purtroppo la questione merito in Italia pone ancora dei problemi. Questa Estate facciamo le vacanze nel nostro bel paese. Il marchio Italia è il più forte in assoluto. Nel mio girovagare per i 5 continenti tutte le persone che ho incontrato hanno espresso il desiderio di venire in vacanza da noi almeno una volta. Siamo il paese del sole, dell’ opera e del bel canto di Santi e navigatori. Abbiamo millenni di storia che possiamo ammirare nei tanti siti archeologici, nei tanti musei. Abbiamo parchi naturali di ogni sorta, castelli, palazzi reali, ville storiche, palazzi nobiliari, piazze note in tutto il mondo. La nostra cucina è la prima al mondo superstellata, in effetti abbiamo migliaia di cucine, borgo che vai, cucina che trovi. Brunello di Montalcino, Sassicaia, Barolo, Franciacorta, Amarone, Prosecco, Passiti vari, la lista dei nostri vini è lunghissima. Vorrei ricordare la pasticceria e la gelateria siciliana e napoletana e i tanti dolcetti che trovi dappertutto. In ultimo vorrei ricordare la nostra inventiva, abbiamo avuto 5 premi Nobel per la fisica, Galileo, Leonardo da Vinci, e quanti pittori, scultori, filosofi e uomini di cultura. Ho conseguito la laurea in ing. meccanica a Pisa nel 1982 con una tesi su idrogeno e rinnovabili in collaborazione con Enel. Vorrei ricordare il relatore l’esimio prof. Dino Dini che aveva lavorato al Jet Propultion Laboratory di Pasadena NASA per diversi anni dove di idrogeno e rinnovabili ne aveva visto tante. A Pisa aveva la cattedra di macchine e quella di missilistica. Saluti Antonio Saullo

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